Partecipanza Attiva in allarme: «È in ritardo la divisione dei capi»
CENTO. «Siamo preoccupati per una divisione che con ogni probabilità non avverrà entro il 2019, ma slitterà ai primi mesi del 2020 a causa di ritardi dell’ufficio amministrativo-dirigenzialedella Partecipanza. Il percorso è fermo al 25%: manca un inventario dei beni. Dal 1999 non è stato mai predisposto o redatto. Eppure è il passaggio preliminare indispensabile».
Sono preoccupati, Mirco Gallerani (consigliere della lista Partecipanza Attiva) e Marco Rabboni (coordinatore della lista e dell’omonima associazione). Terminato il periodo di iscrizione all’albo dei capisti, ora la Partecipanza con il nuovo governo guidato da Oliviano Tassinari dovrebbe entrare nel momento più intenso della divisione ventennale dei capi. «Ma non è così, l’ente non ha ancora imboccata la strada per una svolta seria nella gestione degli uffici», ribadiscono da Partecipanza Attiva che, pur non essendo nella coalizione di maggioranza, porta un significativo contributo nel governo dell’ente come nell’Assunteria.
All’origine del ritardo per Gallerani e Rabboni ci sono «importanti carenze gestionali. Mal confezionati gli atti deliberativi di consiglio, magistratura e Assunteria, con costanti riscontri su forme e contenuti». Da qui, l’invito al presidente Tassinari di «attivarsi per dotare la struttura Partecipanza di quelle professionalità, che affianchino il dirigente, in grado di gestire l’ente in modo adeguato, e portare quanto prima l’ente non solo alla divisione dei capi, ma anche alla riforma dello Statuto». —
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