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Il centrodestra riforma il Comune Ridimensionato il settore Cultura

Fabio Terminali
Il centrodestra riforma il Comune Ridimensionato il settore Cultura

I dirigenti da 6 a 5: si punta su risparmio e qualità dei servizi Smembrato il comparto fin qui guidato dall’ex segretario Pd

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Ciò che viene richiesto sono «nuove risposte e nuove soluzioni organizzative», grazie alle quali «aumentare il livello quantitativo e qualitativo dei servizi offerti», sulla base di «una migliore organizzazione del lavoro». E fin qui niente di eccezionale, per una amministrazione che si vuole di svolta.

Ma è meglio leggere a fondo il documento approvato martedì scorso, in cui la giunta di Copparo guidata dal sindaco leghista Fabrizio Pagnoni delinea una modifica della macrostruttura del Comune. In soldoni: i dirigenti, le loro funzioni, le risorse di cui potranno godere. Solo un primo passo, perché quello successivo consisterà nella rivisitazione del modo di operare ai livelli inferiore. E i sindacati sono già in allarme: d’altronde con i nuovi vertici politici non sono mancati contrasti e momenti tesi.

i mutamenti politici

Anche perché la premessa della riforma, come si scrive nella delibera, sono i «radicali mutamenti» intervenuti con le elezioni che in primavera hanno portato per la prima volta il centrodestra a governare il municipio. Uno choc che avrà ricadute in Comune in quanto, prospetta la giunta, «l’organizzazione del personale costituisce il perno delle scelte che si pongono alla base della legislatura». Ma veniamo ai fatti.

A poche settimane dal voto, il neosindaco Pagnoni aveva formalizzato la conferma temporanea degli incarichi ai sei dirigenti: un atto in sostanza dovuto, al fine di non bloccare la macchina amministrativa. Ora però i settori e i relativi capi si ridurranno a cinque. A ben vedere si tratta di un “dimagrimento” che segue quello attuato un paio d’anni fa dalla allora giunta Rossi, quando i dirigenti calarono da sette a sei.

Scure sul maxi settore

Nel dettaglio, a essere ridimensionato sarà il settore al momento guidato da Sergio Guglielmini, già segretario comunale del Pd ed ex capogruppo in consiglio provinciale dei Dem. Un comparto di competenza per la verità “extra large”: somma Teatro, Manifestazioni, Associazionismo, Politiche giovanili, Sport, Servizi scolastici ed educativi, Politiche culturali e biblioteche.

Qui calerà la scure della riforma della nuova giunta, secondo cui il settore «dimostra una eccessiva sofferenza correlata alla mancanza di rendicontazione e controllo sulle attività svolte». Giudizio duro che prelude a uno spacchettamento «per consentire un utilizzo più efficiente ed efficace del personale». In pratica Manifestazioni, Teatro, Biblioteca e Sport finiranno nell’alveo del settore Sviluppo economico. Mentre i Servizi scolastici ed educativi saranno accorpati al settore Amministrativo, Segreteria e Comunicazione. Inoltre la squadra operai, dal 2009 trasferita al settore Cultura (operazione che «ha reso molto difficoltosa la gestione di piccole attività di manutenzione», sostiene la giunta Pagnoni) verrà riportata al settore Tecnico.

SINDACATI IN ALLARME

Il percorso di riorganizzazione, che scatterà da inizio 2020, sarà comunque rivisto alla luce dei cambiamenti che potranno intercorrere a livello di Unione Terre e Fiumi, quindi incrociando Tresignana e Riva del Po.

In attesa dei decreti con cui il sindaco attribuirà gli incarichi ai capi di settore, tra conferme e sostituzioni, i dipendenti comunali sono già sul chi vive. L’argomento sarà al centro dell’assemblea sindacale convocata per mercoledì, che si prevede piuttosto movimentata... —



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