La Nuova Ferrara

Ferrara

i progetti del neopresidente 

Mostre, Sgarbi con sei tecnici Pacelli sarà “consultata”

S.C.

L’ex organizzatrice al pari del conservatore Sassu non è inserita nel comitato Obiettivo restituire alla città gli affreschi di Casa Minerbi

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Una stagione concertistica dedicata a Frescobaldi e una collaborazione con il premio per pianoforte “Benedetti Michelangeli”, sul fronte musicale; una raffica di mostre con i ferraresi, anche contemporanei, e Guercino, Canova, Girolamo da Carpi, Antonio da Crevalcore, e una forte sinergia con il Mart di Rovereto. Sono questi i progetti per Ferrara che Vittorio Sgarbi, dopo la presentazione ufficiale delle Fondazioni, ha in animo di sviluppare, come ha scritto sul Giornale.

cenacolo dei tecnici

Il neo presidente di Ferrara Arte ha completato il quadro dei consulenti di quali intende circondarsi per una legislatura che vedrà l’indisponibilità, nella prima parte, di Palazzo dei Diamanti e di Palazzo Massari. Il conservatore Giovanni Sassu e Maria Luisa Pacelli, già direttrice delle Gallerie d’arte contemporanea, diventano in questa versione del progetto Sgarbi «studiosi da consultare», mentre il comitato di studio vero e proprio sarà composto dagli storici dell’arte Marco Tanzi, Eugenio Riccomini e Pietro Di Natale, dal critico Luciano Scardino, dall’ex Fondazione Carife, Valentina Lapierre; e dalla gallerista Francesca Sacchi Tommasi, nota anche per una relazione con Sgarbi. L’idea del neo presidente è di potenziare «il settore d’arte antica con mostre sulla pittura del’200 e ’300, restituendo finalmente alla città gli affreschi di casa Minerbi-Del Sale, in via Giuoco del Pallone».

raffica di rassegne

Le idee di Sgarbi, che ora parla appunto come presidente dell’ente responsabile della programmazione artistica della città, assomigliano ad un caleidoscopio. Si va appunto dai maestri medievali alla scultura italiana tra’800 e’900, con Girolamo da Carpi sotto i riflettori anche con il coinvolgimento della studiosa Alessandra Pattanaro, che ne sta curando la monografia. Ritorna appunto l’idea di portare Guercino a Ferrara, nuovoè l’accenno a Canova e «Leopoldo Cicognara, il cui famedio è stato profanato, sostituendone il busto di marmo con un gesso vandalizzato, nella Certosa». C’è poi l’intendimento di scoprire alcuni momenti della scultura del ’400 e ’500, che dovrebbero diventare centrali nella mostra sulla scultura in città nel Rinascimento. Nel 2020 ricorre il centinaio della morte di Gaetano Previati, che sarà celebrato in Castello assieme ad artisti ferraresi come Giovanni Battista Crema, Cesare Laurenti, Augusto Tagliaferri, Arrigo Minerbi, Mimì Quilici Buzzacchi.

Con il Mart, di cui Sgarbi è presidente, si profilano collaborazioni per una mostra dei dipinti metafisici (De Chirico e Noelqui i nomi), e una per i 180 anni di nascita della fotografia. Tra gli internazionali, Sgarbi cita Vilhelm Hammershøi in raccordo con il museo di Copenaghen. Tra i contemporanei, si profilano Domenico Gnoli, Gianfranco Ferroni, Piero Guccione, Antonio López Garcia e il ferrarese Adelchi Riccardo Mantovani. —

S.C.

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