La Nuova Ferrara

Ferrara

ricerca e innovazione 

Nuovi materiali intelligenti E anche la casa si fa smart

Gi. Ca.
Nuovi materiali intelligenti E anche la casa si fa smart

Ieri al Tecnopolo il punto sui nuovi prodotti edilizi per garantire durata e sicurezza Balzani (Unife): nuovi sensori rivoluzioneranno a breve il mercato degli immobili

2 MINUTI DI LETTURA





Nell’era della tecnologia 4. 0 anche i materiali edilizi possono “parlare”, come già fanno gli elettrodomestici, gli impianti domestici e d’ufficio con la domotica. Chi li “interrogherà” in futuro avrà informazioni dirette sulle condizioni strutturali della villetta o del condominio, sul suo stato di manutenzione, sull’attenzione che a questi aspetti dedicano i suoi abitanti.

Su questo tema Unife ha convocato ieri a Ferrara, dalle 14. 30 alle 18, nella sede del Tecnopolo, la prima edizione in una “Marathon” scientifica dedicata all’innovazione di prodotto e delle modalità di produzione. Un raduno nazionale che punta a trasformarsi in un appuntamento annuale per tutti gli operatori del settore edilizia e costruzioni, realizzato dal Clust-ER Build, associazione privata che riunisce un centinaio di imprese, centri di ricerca ed enti di formazione dell’Emilia Romagna, e dal Tecnopolo di Ferrara. Durante l’iniziativa, sono stati presentati alcuni progetti – da parte di imprese e laboratori di ricerca – su varie tipologie di materiali innovativi impiegati in edilizia.

le prospettive

«Oggi, e sempre più in futuro, il valore della casa sarà definito da variabili diverse dal costo dell’immobile – spiega Marcello Balzani, docente Unife di Architettura, responsabile scientifico del laboratorio TekneHub, presidente del Clust-ER regionale Edilizia e Costruzioni e promotore dell’iniziativa – Acquisiranno peso nuove tipologie di contratto che includeranno la possibilità di curare adeguatamente la manutenzione e di ridurre nel futuro i rischi e i costi di gestione. Qualcosa di simile a quello che sta avvenendo nel settore automobilistico».

La porta verso questo scenario sono appunto i nuovi materiali, che si possono definire “intelligenti” (intonaci, colle, vernici, piastrelle, mattoni) perché incorporeranno informazioni attraverso sensori e potranno alimentare data base, tenere aggiornato l’utilizzatore o il proprietario sullo stato di manutenzione, segnalare una condizione di degrado quando non è ancora evidente o rischi di rottura dovuti a un cattivo uso dell’immobile.

«C’è molta ricerca nazionale o internazionale concentrata sull’aspetto ecologico, energetico e sulla capacità di estrarre informazioni dai materiali – prosegue Balzani – La sicurezza antisismica, ad esempio, potrà essere monitorata in modo più preciso e continuo attraverso i sensori edilizi».

In gergo si chiama diagnosi dell’immobile, come in medicina, puntualizza il docente. L’università sta sviluppando brevetti su materiali impiegabili a questo scopo, anche Unife lo sta facendo.

«Qui i primi potrebbero essere finalizzati entro 18/24 mesi. Si potranno lanciare spin-off (l’Emilia Romagna vanta nel mondo uno dei più importanti distretti industriali della ceramica) con tecnologie che possono avere uno sbocco agevole anche sui mercati stranieri», conclude Balzani. Ricerche ed esperienze che possono essere declinate anche in ambito sociale: sono già in corso test di nuova generazione in due condomini dell’Acer (Azienda Casa) di Bologna. —

Gi. Ca.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google