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Investimento dell’asl 

Pronto il nuovo laser al tulio per le patologie della prostata

Gi.Ca.
Pronto il nuovo laser al tulio per le patologie della prostata

L’impianto, che servirà il bacino provinciale, sarà in funzione all’ospedale del Delta Venerdì la prima seduta operatoria. Per l’utente recupero più veloce e minori rischi

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L’Asl mette in campo la chirurgia “soft” per trattare l’ingrossamento benigno della prostata, patologia molto diffusa nella popolazione maschile dai 50 anni in su (soprattutto tra i 70 e gli 80), al punto che l’intervento chirurgico si colloca al secondo posto, per frequenza, dopo quello alla cataratta. L’azienda territoriale ha noleggiato un impianto laser al tulio (costo 250mila euro in tre anni) per eseguire l’operazione in endoscopia, cioè dall’interno del corpo per via trans-uretrale.

Come, dove e quando

«I vantaggi? Minore sanguinamento, minor rischio di infezioni (il catetere può essere rimosso dopo un tempo più breve), dimissione più veloce, possibilità di utilizzare la tecnica anche in pazienti in cura con anticoagulanti e antiaggreganti», spiega Carmelo Ippolito, il direttore dell’Unità interaziandale (Asl-S.Anna) di Urologia. L’impiego di questa tecnologia permette di asportare il tessuto in eccesso e non comporta la rimozione totale della ghiandola prostatica. Altre applicazioni dell’intervento col laser al tulio sono previste per i tumori superficiali della vescica e dell’uretere e per l’asportazione di tumori renali di piccole dimensioni (fino a 4 cm).

L’impianto è collocato nel reparto dedicato dell’ospedale del Delta, a Lagosanto, «ma il suo bacino di utenza sono i pazienti di tutti i distretti. Partiamo da circa un centinaio di casi all’anno e puntiamo ad innalzare questa soglia», spiega Ippolito. Nell’ospedale di Lagosanto («infermieri e due urologi già formati») è prevista una seduta chirurgica fissa una volta alla settimana, al venerdì: per il 29 novembre sono programmati i primi interventi.

Il direttore generale Asl, Claudio Vagnini, sottolinea che è importante sapere che «questo tipo di intervento consente di conservare le funzioni sessuali e che l’azienda ha raggiunto un elevato livello di competenza nell’uso della Risonanza magnetica (Rm) dedicata alla prostata (al Delta se ne eseguono oltre 400 l’anno)». L’Asl, aggiunge, proporrà un nuovo corso di formazione nella primavera 2020, «al quale sono interessati anche professionisti di altre regioni».

La prevenzione

Nicoletta Natalini, il direttore sanitario, ha annunciato l’acquisto al Delta di un ecografo specifico per la Rm alla prostata: «La gara è in corso». In provincia, ha ricordato, sono tre i centri urologici ospedalieri (Cento, Delta e Cona) a cui si aggiungono ambulatori a Bondeno, Copparo e Portomaggiore. Entro i primi 9 mesi del 2019 sono stati eseguiti il 91,7% degli interventi in lista per tumore alla prostata. «Invito i cittadini a prestare molta attenzione alla prevenzione di questa patologia oncologica», ha concluso Vagnini. ——

Gi.Ca.

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