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Regina Mare e abusi edilizi Tutti assolti in Cassazione

An.Bo.
Regina Mare e abusi edilizi Tutti assolti in Cassazione

Tutti i permessi e le procedure sono risultati corretti  La famiglia Tomasi: «È stata fatta giustizia E per noi è la fine di incubo»

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lido pomposa. Tutti assolti con formula piena: nessun abuso edilizio per il residence Regina Mare di Lido Pomposa di proprietà della famiglia Tomasi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ed ha confermato quanto stabilito dalla Corte d’Appello. «Giustizia è stata fatta», ha detto Gianfranco Tomasi.

il fatto

Era il 20 gennaio 2017 quando il giudice del tribunale di Ferrara definì la realizzazione del Regina Mare “un colossale abuso edilizio”. Condanna per tutti e tre gli imputati, per abuso edilizio, con la formula della “cooperazione colposa”: Massimiliano Tomasi, committente ed esecutore dei lavori (a rappresentare il Gruppo Tomasi Case), Guido Zarattini (progettista dei lavori, nella veste di tecnico privato) e Antonio Pini, dirigente del Comune di Comacchio, tecnico pubblico, funzionario comunale.

Il processo si fondava, in sostanza, su interpretazioni contrastanti delle diverse normative sui piani paesaggistici, in particolare quella provinciale e quella regionale. Sei ettari di ville a schiera e giardini con 326 casette ritenute abusive dal Tribunale e per 72, quelle invendute, lo stesso giudice decise la confisca valutando di non infierire su tutti i proprietari degli immobili del residence, nelle quali abitano già da anni o hanno acquistato da tempo come casa al mare. Il 4 giungo del 2018 la Corte d’Appello di Bologna ha assolto con formula piena gli imputati. Il processo è però andato avanti e nei giorni scorsi la Corte di Cassazione, confermando la sentenza d’Appello, ha assolto con formula piena gli imputati e revocato il sequestro con effetto immediato.

le reazioni

«La faccenda si è chiusa con la massima soddisfazione – ha detto l’avvocato della famiglia Tomasi, Filippo Sgubbi –. Non ho mai avuto dubbi, ed alla fine la giustizia ha fatto il suo corso». Ha la voce quasi rotta dall’emozione, Gianfranco Tomasi: «Sono passati più di sette anni da quando questa vicenda è iniziata. Sette anni lunghissimi in cui ci siamo dovuti fermare ed abbiamo perso molto».

E aggiunge: «Non mi sono mai voluto arrendere, perché so come lavoro e come lavorano i miei figli. Ho sempre rispettato la legge, ci siamo affidati a persone esperte che hanno seguito alla lettera tutti i passaggi. Qualcuno ha sbagliato, oggi possiamo finalmente dire che non si è mai tratto tao di colossale abuso ma piuttosto di un colossale errore».

«Un danno immane – va avanti Tomasi –, anche per la nostra immagine. E adesso stiamo valutando che tipo di provvedimenti prendere perché questo non è stato un “semplice” errore». —

An.Bo.

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