Bentornata starna italica Il volatile scomparso si riaffaccia nel Mezzano Cinque anni per farcela
La specie sarà reintrodotta in natura sulla base del piano Life Perdix Prima dell’estinzione all’interno della valle c’erano 12mila esemplari
IL PROGETTO
Recuperare una specie ormai estinta nel nostro Paese salvaguardando la biodiversità; fornire un contributo strategico alle prassi di reintroduzione in natura della starna in Europa, anche a beneficio di altre specie a rischio, con vantaggi per il turismo, la produzione agroalimentare di qualità e la selezione zootecnica cinofila.
Questi gli obiettivi del Life Perdix, il progetto europeo che mira al recupero della starna italica mediante selezione genetica e alla reintroduzione di una popolazione vitale nella Valle del Mezzano, realizzato con il contributo dello strumento Life dell’Unione Europea e della rete Natura 2000 presentato a Ferrara in Castello Estense da Francesco Riga (Ispra, coordinatore del progetto), Marco Fabbri (presidente del Parco del Delta del Po) e dai rappresentanti delle associazioni impegnate.
IL SITO
L’area individuata come ottimale è la Zps Valle del Mezzano. Il sito, con una superficie di circa 18mila ettari, in parte ricade nel Parco del Delta del Po ed è un’area valliva bonificata alla fine degli anni ’60, ora caratterizzata da estesi seminativi attraversati da una fitta rete di canali, con fossi e alberi frangivento. Ad aggiungere elementi di idoneità, nel Mezzano fino agli anni ’80 c’erano circa 12mila starne, popolazione che subì una drastica decimazione nel gelido inverno del 1985 e fu avviata all’estinzione negli anni successivi.
il LAVORO DI SQUADRA
Numerosi i soggetti coinvolti nel progetto: i carabinieri forestali, la Federazione italiana della caccia, la Francese Federation Nationale des Chasseurs, Legambiente, il Parco del Delta del Po e l’Ente nazionale per la cinofilia italiana (Enci) che cofinanzia il progetto, insieme alla capofila Ispra.
Collaboreranno tutti insieme, un caso forse raro nella storia di interventi in ambito faunistico, fino al 2024. Mettendo in campo una serie di azioni coordinate che, coinvolgendo anche la cittadinanza locale, fornirà un contributo altamente strategico alla prassi di reintroduzione della starna.
le SPECIE INVASIVE
Il progetto vedrà impegnati operatori delle componenti venatorie, cinofile, agricole, ambientaliste, tutte presenti all’incontro di ieri, in termini di formazione e interesse nel proseguire le azioni di tutela e gestione di un territorio che ha necessità di essere preservato e anche curato dalla presenza di animali invasivi che rischiano di mettere in difficoltà il progetto.
Gianluigi Zucchi, presidente Atc di Ferrara, sintetizza l’impegno dei soggetti coinvolti sottolineando «la validità di un progetto che vede protagonisti innanzitutto coloro che operano su quel territorio e che hanno l’intenzione di portare collaborazione attiva per il buon risultato di un progetto ambizioso, che vede la provincia di Ferrara unica nel panorama europeo». —
Lauro Casoni
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
