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iniziativa contro i femminicidi 

Carfagna dagli studenti anti-violenza: il vostro rap esempio di rivoluzione

Margherita Goberti
Carfagna dagli studenti anti-violenza: il vostro rap esempio di rivoluzione

La vicepresidente della Camera tra i ragazzi dell’Iti Carpeggiani: amore a prima vista per quel brano, bello e ricco di significato Ricavato in beneficienza

27 novembre 2019
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«È stato amore a prima vista. Quando ho sentito la vostra canzone e visto il videoclip che l’accompagnava, me ne sono subito innamorata. Siete stati grandi, siete miei alleati; sono stati eccezionali il vostro preside ed i docenti ed ho detto a Roma che porterò il vostro esempio in tutta Italia a dimostrazione di come si fa veramente una rivoluzione culturale». Mara Carfagna vice presidente della Camera, promotrice della campagna contro la violenza di genere «Non è normale che sia normale», ieri al cinema Apollo ha incontrato i ragazzi dell’Iti Copernico Carpeggiani interpreti del brano rap, congratulandosi per l’iniziativa che ha avuto nel docente Marco Toscano l’artefice, mentre il preside Roberto Giovanetti ha voluto un corso quinquennale con molte materie curriculari sul contrasto alla violenza di genere.

«La campagna promossa un anno fa – ha proseguito Carfagna – ha avuto un successo strepitoso, valicando perfino i confini nazionali. Sono stata portavoce alle Nazioni Unite di questi obiettivi ma non avrei mai pensato che si concretizzassero in una canzone tanto bella, orecchiabile e dalle parole ricche di significato». Il ricavato dalle visualizzazioni e dalle vendite social del brano andranno all’associazione Il giardino segreto, che sostiene gli orfani.

Il protocollo Iap per ritirare la pubblicità sessista, ha riconosciuto Carfagna, ancora non dato i risultati desiderati, mentre la magistratura deve far rispettare le leggi già esistenti affinché i genitori della donna uccisa non siano costretti a vedere l’assassino libero dopo poco tempo. «Bisogna far sentire protette le donne – ha concluso– e finanziare i Centri antiviolenza che spesso si basano sul volontariato». —

Margherita Goberti

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