Clara, bufera sui sacchi grigi «Ne danno pochi e costano»
Cittadini sul piede di guerra: «Più di due euro per ognuno. E paghiamo già tanto» L’azienda: «Sono quelli dell’indifferenziata, il prezzo è legato allo sforamento»
Clara non ritira i sacchi dell’indifferenziata diversi da quelli forniti dall’azienda. Lo ha comunicato fin dall’inizio e i dipendenti li lasciano in strada. «Non è ammissibile - tuona il consigliere provinciale Gino Soncini - ho già chiesto in passato un incontro, anche alla presenza dei cittadini ma naturalmente non ho mai avuto risposta. Visto che a pagare siamo noi, il confronto dovrebbe essere aperto ma evidentemente l’azienda le pensa diversamente.
il problema
Ogni utenza ha diritto ad una dotazione annuale di sacchi, variabile in funzione della categoria di utenza e della tipologia di servizio attiva nel territorio comunale di riferimento.
La polemica è sui sacchi grigi, quelli della indifferenziata. Mentre per gli altri, infatti, se si finisce la scorta si possono utilizzare anche altri scacchi trasparenti (non colorati) di pari volumetria di quelli forniti da Clara, per l’indifferenziata non ci sono alternative. E se per caso una famiglia termina la scorta prima del tempo? «Può ricomprare i sacchi a 2.20 euro ciascuno». E da qui la rivolta. «Non è possibile far pagare un prezzo simile per dei sacchi della spazzatura - dice Soncini -. Dobbiamo decidere se spendere nonostante le tasse che già paghiamo oppure se avere le strade piene di spazzatura perché non la raccolgono».
i cittadini
«Pagare 600 euro all’anno per non avere un numero sufficiente di sacchi è assurdo - fanno presente soprattutto da Goro e Mesola -. La proposta è di metterci tutti insieme e portare quelli che non raccolgono in Comune o zone ben precise? Non è più accettabile una situazione del genere, iniziamo a protestare e a farci valere».
«Quello che non raccolgono resta in strada, con tutto lo schifo che questo comporta».
l’azienda
Da Clara arrivano subito le dovute precisazioni. «I sacchi che contengono indifferenziata e che sono diversi da quelli forniti non possono essere raccolti - dicono con fermezza dall’azienda - e naturalmente il motivo esiste eccome. Quelli in dotazione sono infatti “sacchi contatore” che indicano quanto una famiglia consuma e di conseguenza quanto deve pagare. Un po’ come le calotte e la tessera che viene usata a Ferrara. Non a caso per vetro, plastica e carta non ci sono problemi di questo genere».
E il costo? «Mentre altrove un numero più alto di conferimenti viene addebitato in bolletta, quai si paga di volta in volta con l’acquisto del sacco». —
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