Don Di Noto ai ragazzi: «Rispettate il vostro corpo»
Incontro con gli studenti sui temi degli abusi sui minori e del cyberbullismo «Omertà e indifferenza sul tragico fenomeno della pedopornografia»
CODIGORO. Per Don Fortunato Di Noto, prete di strada da anni sotto scorta perché in prima linea a stanare i reati che ruotano attorno alla pedopornografia, «la lotta agli abusi sui minori si è trasformata in una missione. Ogni giorno rischia la vita per il bene dei ragazzi, ma anche per abbattere i muri dell’omertà e dell’indifferenza sul tragico fenomeno della pedopornografia», ha sottolineato ieri mattina al teatro Arena il sindaco Sabina Alice Zanardi.
le riflessioni
Nel corso di un incontro con gli studenti del polo scolastico di Codigoro, don Fortunato, dopo aver invocato un minuto di silenzio per le giovani vittime innocenti di abusi perpetrati dai pedofoli, ha catalizzato l’attenzione della platea, soffermandosi sull’ampio raggio di azione dell’associazione Meter, che ha fondato nel 1989 e che tuttora presiede, collaborando a stretto fianco con la Polizia postale italiana e con quelle polacca, australiana e neo-zelandese, solo per citare le principali.
L’incontro è stato moderato dal direttore della Nuova Ferrara Luca Traini, il quale, ringraziando don Di Noto e le due funzionarie della Polizia postale per il loro professionale contributo, ha sottolineato come ci sia «ancora scarsa attenzione su finestre importanti della nostra vita. Ai pc, ai tablet, agli smartphone affidiamo le nostre emozioni e le nostre sensazioni – ha aggiunto Traini – spesso trascurando le conseguenze che possono derivare».
A far luce sul mondo turpe della pedopornografia è stato proprio il parroco, giunto dalla Sicilia con la scorta, il cui nome è legato alla legge italiana, approvata nel 1998, la prima al mondo a tutela dei minori contro gli abusi dei pedofili. E il quadro che ha dipinto è dalle tinte forti e raccapriccianti.
i numeri
Nel solo anno 2018 l’Osservatorio mondiale contro la pedofilia e la pedopornografia in rete, curato dai volontari dell’associazione Meter di don Di Noto, attraverso una attività capillare di monitoraggio, ha scovato 2.196.470 foto di bimbi abusati in tutto il mondo, arrivando a monitorare 234 chat e 500 neonati, anch’essi purtroppo vittime di abominevoli abusi sessuali.
«Ci sono corporazioni di pedofili, si coalizzano – ha evidenziato don Di Noto –, per far passare l’idea che la pedofila si debba normalizzare. A questo è collegato anche il tragico fenomeno del turismo sessuale. Rispettate il vostro corpo e non mettetelo online – ha aggiungo il parroco –; non possiamo permettere che qualcuno sfrutti la vostra innocenza».
gli interventi
Sono poi stati citati esempi di casi concreti seguiti, in collaborazione con la Polizia Postale, al fine di smuovere le coscienze e di esortare i ragazzi al rispetto delle regole. «Vi invito ad alzare il capo e non permettete nessuna violenza verso i vostri amici, compagni e neppure – ha concluso don Di Noto – verso di voi».
Emanuela Glielmo e Marilena Campioni, rispettivamente commissaria capo e vice ispettore del Compartimento della Polizia Postale delle comunicazioni dell’Emilia Romagna, hanno sviscerato le numerose implicazioni, legate a minacce ed attacchi informatici, a cyberterrorismo, a furto di identità social, trattamento illecito dei dati personali, diffamazione via web e al sexting, che «occupa sulla mia scrivania l’80% dei fascicoli di cui mi occupo – ha detto la vice ispettrice Campioni –; un fenomeno in crescita esponenziale». —
Katia Romagnoli
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