L’Inps non pagò la cassa Il Tar dà torto alla Ossind
scortichino. Fu un’estate di cassa integrazione, quella del 2009 in Ossind. Nulla di particolare, se non fosse che l’Inps non ha riconosciuto le settimane di luglio, e non ha quindi finanziato gli ammortizzatori sociali, perché la domanda sarebbe stata inoltrata in ritardo. L’azienda nega, ma a distanza di oltre dieci anni, ora sono anche i giudici amministrativi a darle torto.
La questione riguarda il periodo andato da lunedì 29 giugno a sabato 1° agosto. In effetti l’azienda aveva chiesto e ottenuto l’attivazione della cassa ordinaria anche per le settimane immediatamente precedenti, e la pratica era andata a buon fine. La domanda per luglio, presentata solo il 7 settembre, si è invece arenata sull’aver inserito quello scampolo di giugno. Sì, perché la normativa stabilisce che “la domanda di ammissione al trattamento di integrazione salariale deve essere presentata all’Inps entro il termine di 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro”. Venticinque giorni dalla fine di giugno, ha contato l’Inps ferrarese in prima battuta e ha ribadito nel 2011 il Comitato che amministra le prestazioni per i dipendenti a cui l’azienda si era rivolta prima di andare davanti al Tar.
I giudici amministrativi di Bologna hanno confermato l’interpretazione: il 7 settembre era già tardi, i termini erano scaduti il 25 agosto, argomenta la sentenza; «pertanto, essendo legittima la decisione adottata dall’amministrazione per la correttezza delle ragioni poste a fondamento del diniego – concludono i giudici – il ricorso va respinto». La stessa sentenza condanna l’azienda a rifondere all’Inps tremila euro a titolo di spese di lite. —
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