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COPPARO 

Tensione fra sindacati e amministrazione «Timori per i servizi»

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COPPARO. Forse quanto avvenuto l’8 ottobre, con l’assemblea sindacale in aula consiliare interrotta dall’intervento del sindaco Andrea Pagnoni, potrebbe essere alla base di quanto rivendicato dalle segreterie provinciali delle Fp (funzione pubblica) dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, al termine dell’assemblea del personale di ieri e dell’incontro successivo con l’amministrazione comunale. Al momento non è segnalata alcuna presa di posizione, ma quanto comunicato dai rappresentanti delle tre sigle sindacali a fine incontro evidenzia distanza tra i dipendenti e l’amministrazione.

i temi

«Il blocco delle progressioni economiche orizzontali per il 2019 viene respinto dall’assemblea. Legare l’istituto delle progressioni economiche alla nuova organizzazione degli uffici e dei servizi del Comune, che peraltro non avverrà nel 2019, significa non conoscere i meccanismi cheregolano le Peo che, è bene ricordarlo, non sono legate all’aumento di attività o a modifiche organizzative, ma alla valutazione dell’attività lavorativa, all’esperienza e alla competenze».

«La delibera 88 del 19 novembre contiene fra le premesse una affermazione che la parte sindacale fatica a leggere e ad interpretare. Nelle premesse alla nuova organizzazione si afferma che “Il Settore cultura pubblica istruzione teatro manifestazioni sport associazionismo dimostra una eccessiva sofferenza correlata alla mancanza di rendicontazione e controllo sulle attività svolte”. La giunta sta forse affermando che non è stata svolta opera di rendicontazione e controllo?».

«Sempre la stessa delibera, attribuisce temporaneamente alcune competenze ad altri settori; si sta prefigurando l’esternalizzazione del teatro? Secondo quale studio di fattibilità? È questo il destino degli altri servizi direttamente gestiti dal pubblico?».

Infine, «Quali sono le ricadute di questa nuova organizzazione sui rimanenti servizi del Comune? In assenza di implementazione della pianta organica, ricadranno in quota parte sugli altri dipendenti che, è bene sottolinearlo, sono da anni in forte e costante calo? Con quali aumenti dei carichi di lavoro? Con quali ripercussioni sul benessere organizzativo?», dicono i sindacati.

chiusura

L’ultima parte è un attacco al sindaco: «Se pensa che i dipendenti siano “roba sua“ vale la pena ricordargli che i dipendenti pubblici non dipendono dalle giunte del momento ma sono stati assunti, attraverso pubblico concorso, a tutela e garanzia dei servizi ai cittadini: i sindaci passano, i dipendenti restano... Appare utile e quantomai opportuno rimembrare al sindaco che i servizi pubblici sono per loro natura universali e non seguono logiche private e personali. Si rilassi, la campagna elettorale è finita, è ora di fare quello per cui è stato eletto, che di sicuro non è depauperare il patrimonio pubblico del Comune . —

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