Ultimo saluto a Finessi Investito a maggio morto a inizio mese
Il cugino: lo hanno massacrato da vivo e dopo il decesso Il funerale era stato bloccato per accertamenti
Ieri nella chiesa di San Cristoforo in Certosa è stato dato l’ultimo saluto ad Enea Finessi di 62 anni deceduto per le conseguenze di un grave incidente avvenuto sulle strisce pedonali davanti al Centro Commerciale Le Mura in via Copparo nello scorso mese di maggio. L’impatto con l’automobile è stato talmente forte da richiedere diversi interventi chirurgici nel tentativo di salvargli la vita, in questi mesi tra entrate e uscite dall’ospedale, fino alla morta avvenuta ai primi di novembre. Enea aveva subito un trauma cranico, un colpo alle reni già delicate e purtroppo l’ultimo intervento gli è stato fatale.
Il dolore
«Lo hanno massacrato da vivo ed anche da morto - ha dichiarato ieri il cugino Gianni dopo la funzione religiosa - infatti il funerale doveva essere celebrato l’8 novembre ma per intervento della Procura e dell’assicurazione c’è stato un ritardo di quasi 20 giorni che hanno tenuto nell’angoscia tutti i parenti».
Enea che risiedeva fra Boara e Fossadalbero in via Ro, non era sposato e non aveva figli; abitava nella stessa casa del fratello e fino ad alcuni anni fa lavorava in campagna; poi i problemi di salute lo hanno fermato ma ha continuato ugualmente a condurre una vita attiva.
Il ricordo
«Ogni giorno con la sua bicicletta – prosegue il cugino – faceva decine e decine di chilometri; era la sua passione ma quell’esercizio lo manteneva ancora giovane e scattante. La sua figura alta e slanciata ed il suo portamento non era assolutamente quello di un sessantenne e perciò avrebbe potuto stare con noi tanto tempo ancora. Noi eravamo come fratelli in quanto ci separavano pochi anni di età e mi manca già moltissimo. Pensi che nella nostra frazione siamo rimasti solo una trentina ma la gente continua a morire specialmente quella giovane».
Il corpo verrà cremato e poi sepolto nel cimitero del suo paese. —
Margherita Goberti
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