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Le aziende alla prova del digitale Aggiornamenti per l’Industria 4.0

Morena Cavallini

Maiarelli (Open 1 ) all’incontro sulle innovazioni e le informazioni Per essere più competitivi è necessario adeguarsi al cambiamento 

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il confronto

Il digitale ha rappresentato, comunque se ne pensi, l’alba di una nuova era, cambiando radicalmente la vita di tutti noi. E la trasformazione continua tutt’ora a ritmi vertiginosi, aprendo scenari, allo stato attuale, in parte inimmaginabili. Accesso alle informazioni in tempo reale, interazione e interconnessione attraverso molteplici piattaforme e dispositivi. Il mondo sembra avere acquistato una velocità vorticosa, informazioni e dati di ogni genere si accavallano turbinosamente, senza controllo, condizionando gli individui e la loro capacità di scegliere liberamente.

Ma è innegabile che il digitale offra al contempo opportunità straordinarie, sia per la qualità della vita delle persone, sia per quella civile e sociale, oltre che spazi enormi di crescita per l’economia, per chi sa coglierle innovando con determinazione e coraggio.

Se ne è parlato al seminario sulle innovazioni digitali e il giornalismo (secondo di un ciclo di tre incontri promosso dall’Ordine, in collaborazione con Lepida), presso il Municipio, che ha voluto dare ampio spazio alla rappresentazione dei macroscenari eco, tratteggiando il quadro dei cambiamenti complessivamente in atto, introdotti dalla rivoluzione digitale. Indagini recenti di Banca Italia attestano che a crescere, nella stenta economia nazionale, sono solo le imprese che investono, soprattutto in sistemi digitali avanzati, innovano in profondità, esportano.

Ma i numeri italiani non sono esaltanti, come ha sottolineato Riccardo Maiarelli, presidente di Open 1, che si è soffermato particolarmente sulla introduzione delle tecnologie digitali nel sistema delle imprese italiane e particolarmente Industria 4.0.

In fatto di digital economy il nostro Paese non è certo in vetta alle classifiche europee (con oltre 72.200 euro nel 2019, una previsione di 74.250 milioni di euro nel 2020), al quint’ultimo posto davanti solo a Polonia, Ungheria e Romania.

Le imprese sono comunque in qualche modo obbligate a fare i conti con questo passaggio epocale, o almeno quelle che vogliono crescere sul mercato, essere competitive, in qualche modo sollecitate dagli incentivi messi a disposizione per Industria 4.0. —

Morena Cavallini

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