Palazzo Prosperi Sacrati e la città museo «Un polo Diamanti per cultura e turismo»
Le proposte del laboratorio di Ferrara Civica sull’utilizzo degli spazi pubblici e il lancio di una politica congressuale
il dossier
«Ferrara Civica, per nascita e vocazione, con spirito di collaborazione, in virtù di quanto annunciato dal sindaco, risponde per costruire assieme alla città un Progetto di respiro per un settore fondamentale per Ferrara».
La lista civica ferrarese che fa capo a Riccardo Forni propone alla città e alla coalizione che dallo scorso giugno governa la città la sua idea di città museo e di come sfruttare al meglio anche Palazzo Sacrati che presto potrà beneficiare dei contributi ministeriali per la ristrutturazione.
«Invece di sfruttare il palazzo per l’Università cittadina - dichiarano da Ferrara Civica - come vogliono alcuni della giunta, una scelta anche della precedente amministrazione sconfitta, questa nostra riflessione invita, invece, a una destinazione più strategica e maggiormente legata alla posizione topografico-urbanistica in cui si trova il Palazzo e che riteniamo utile alla progettazione di un’espansione innovativa di Ferrara città patrimonio culturale dell’Unesco. Tutto parte dalla considerazione di un comparto urbanistico in cui sono già presenti edifici adibiti alla valorizzazione della “Memoria”, in particolare di quella artistica: vale a dire i Musei. Teniamo sempre presente che il concetto di “Memoria” è legato al concetto di “futuro”, perché chi non ha memoria non ha futuro e il Museo è uno dei momenti di materializzazione tridimensionale del concetto Memoria. È però limitativo pensare a una struttura museale finita e completa, in quanto attualmente la conservazione museale va dal neolitico ai “giorni nostri”; e questa è la ragione per cui in futuro ci sarà bisogno sempre di maggiori spazi disponibili, appunto, per la conservazione e valorizzazione dinamica, moderna, digitale e proiettata nel futuro della Memoria».
Spazio Sacrati
Per quanto riguarda l’ipotesi di destinare il Sacrati a sede universitaria, Ferrara Civica ricordiamo che nel futuro restauro di Palazzo di Renata di Francia, sede del rettorato, è presente un’aula magna prestigiosa, come pure già nella vicina ex Facoltà di Lettere e Filosofia, come quella prevista dopo gli interventi alla Facoltà di Matematica, senza dimenticare quella già attiva alla Facoltà di Giurisprudenza.
«Invece - prosegue nel ragionamento la civica - il “piatto langue” di spazi pubblici - non consegnati a una esclusiva priorità universitaria- per eventi congressuali di prestigio, vista la sottrazione a questo uso dell’ex Verdi. Quale migliore cornice di Palazzo Sacrati per una sala adeguata e avveniristica -pubblica anche se del caso gestita da privati- per avviare lo sviluppo del turismo congressuale? E se poi dovesse prevalere dal confronto pubblico un orientamento del Sacrati a sede di un rinnovato Museo Antonioni, ebbene, che sia, con questo nome, il Museo di Ferrara e il Cinema, della storia del ferrarese».
Polo museale
Ferrara Civica spinge per la creazione di un “Polo museale Diamanti”; un polo unico al mondo sviluppato lungo e attorno la dorsale di Corso Ercole d’Este -prima strada moderna d’Europa- comprendente i palazzi e i relativi giardini dei: Diamanti (sede espositiva di mostre d’arte antica e il Museo del Risorgimento e della Resistenza); Turchi-Di Bagno (con Museo della Paleontologia e l’Orto Botanico, sede di mostre scientifiche); Prosperi-Sacrati nuova, esclusiva sede di una potenziata sezione d’arte contemporanea-moderna; Massari (con il Museo dell’Ottocento e del Novecento, e un “rinato” Pac Padiglione di Video Arte Contemporanea), nonché, una riflessione progettuale che coinvolga anche l’antico complesso degradato della ex Chiesa e Convento di Santa Caterina in via Roversella confinante col quadrivio attraverso le aree verdi interne del Diamanti.
«Ricordiamo, ancora, - prosegue compagine di Forni - l’intelligente proposta, di qualche anno fa, del critico d’arte ferrarese Lucio Scardino, di realizzare una sorta di “Pantheon” (statue, busti di artisti e personalità locali nel corso dei secoli) da realizzarsi in un percorso storico-culturale-turistico con fulcro il Parco Massari, che potrebbe inglobare anche i parchi prossimi a Diamanti e Prosperi-Sacrati con esposizioni temporanee di opere scultoree, che nel tempo, tramite le donazioni, potrebbero diventare esposizioni permanenti e quindi, creare le basi per la realizzazione di un vero e proprio Museo della Scultura en plei-air». —
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