La Nuova Ferrara

Ferrara

la gestione delle acque 

Consorzio di bonifica Lavori per 6 milioni e bollette “bloccate”

Marcello Pulidori

Previste opere idrauliche e il rinnovo dei mezzi operativi  Il presidente: i canali vanno ripuliti, l’ambiente è rispettato

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Nessun aumento delle bollette a carico dei cittadini ed investimenti per oltre 6 milioni di euro nel 2020.

gli obiettivi

Sono questi gli obiettivi principali del Consorzio di bonifica “Pianura” di Ferrara. Illustrato ieri dal presidente Franco Dalle Vacche e dal direttore Mauro Monti, il bilancio di previsione 2020 si presenta «come innovativo ma rispettoso delle politiche tradizionali dell’ente», ha detto Dalle Vacche, il quale ha poi snocciolato una serie di dati di grande interesse che fanno capire meglio di tante parole la portata dei lavori in carico al Consorzio. Con un territorio di oltre 250.000 ettari, che va dal Po al Panaro, al Reno, fino al mare Adriatico, comprendendo in pratica l’intera provincia di Ferrara, il Consorzio “Pianura” (che è un ente pubblico) può vantare 150mila associati/contribuenti, che sono, ha sottolineato il direttore Monti, «la vera forza del Consorzio di bonifica». Con 380 dipendenti (tra fissi e stagionali), e tra questi il 75% costituito da personale operativo (acquaioli, operai, tecnici di vario grado), il Consorzio “Pianura” tiene a bada un reticolo idrico che assume una valenza in più soprattutto nei periodo di irrigazione dei terreni. «Quello che il Consorzio persegue – hanno sottolineato ancora presidente e direttore – è la sopravvivenza idraulica del territorio, non dimenticando che da Jolanda di Savoia fino all’Adriatico il territorio ferrarese si trova al di sotto del livello del mare». Per l’esattezza il 45% del Ferrarese è sotto questa soglia. È qui che interviene l’opera costante del Consorzio, che attraverso sistemi idraulici regola il corso delle acque. In modo particolare, prosegue Dalle Vacche, «mediante una diffusa canalizzazione con 170 impianti idrovori. Le due attività principali, scolo e irrigazione, non sono separate – prosegue Dalle Vacche – ma s’intersecano attraverso i canali».

il consorzio e il Po

E, allora, a proposito di canali: che ruolo gioca il Consorzio di bonifica in casi, come l’attuale, di piena del Po? «Concretamente non c’è correlazione – rispondono presidente e direttore – in quanto i canali da noi gestiti non ricevono acque dal Po». La sicurezza idraulica, questa sì, si erge a vera grande missione del Consorzio “Pianura”. Queste ente ha difatti il compito di evitare allagamenti e nel contempo di gestire i canali e gli impianti idrovori. «L’uomo – conclude il presidente Dalle Vacche – negli anni ha profondamente influito nel determinare l’attuale assetto del nostro territorio, stabilizzando la rete fluviale e prosciugando ampie aree per assicurarsi la possibilità di insediarsi e vivere su quei terreni. Infine, sempre in materia di intervento dell’uomo, vorrei ricordare agli ambientalisti che i canali vanno puliti dalle erbacce che costituiscono una diga al regolare defluire delle acque. E posso assicurare che queste operazioni avvengono nel massimo rispetto della fauna e flora». —



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