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Furti a raffica anche nel Ferrarese 

Si fingeva fruttivendolo Era un ladro ambulante

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Diceva di aver un negozio di frutta e verdura e che stava facendo visite a domicilio per promuovere i suoi prodotti messi in vendita a prezzi concorrenziali: in realtà non era un fruttivendolo ma un ladro che ha approfittato della fiducia di decine di persone derubandole: lui Carlo Catalano, 39 anni, originario di Pomigliano D'Arco, Napoli, ma residente nella nostra regione riusciva con una discreta facilità a guadagnarsi, se non la fiducia, quantomeno la possibilità di essere ascoltato. Vendeva la sua merce e, alla fine, concludeva la transazione con un abbraccio. Che, in realtà, secondo questa ricostruzione dei fatti, serviva a derubare la vittima del portafogli.

Questa, perlomeno, sarebbe stata la sua tattica principale, messa in atto tra fine 2016 e inizio 2017 in varie province e ovviamente in tutto il Ferrarese.

E non solo, visto che come ladro ambulante girava e piazzava furti in tutto il Polesine, ma anche nel Padovano, nel Veronese, nel Bolognese. In alcuni casi sarebbe stato anche più spregiudicato riuscendo ad entrato in casa prendendo da sé quanto voleva, razaindo quello che trovava.

In Polesine avrebbe colpito, in questo arco temporale, tra Badia Polesine, Canaro, Castelnovo Bariano, Ficarolo, Salara e Borsea. Nel 2018, a maggio, per queste contestazioni era stato condannato, in primo grado, a una pena di tre anni di reclusione, da parte del giudice del Tribunale di Rovigo Raffaele Belvederi. Pena che, anche in Appello, era poi stata confermata nel dicembre dello stesso anno dalla Corte di Appello di Venezia. La difesa, a questo punto, aveva tentato la carta del ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha ritenuto inammissibile, decretando quindi la definitività della sentenza: tre anni erano e tre anni restano. —

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