FuturPera a Ferrara obiettivi raggiunti Il settore in crisi trova più fiducia
Soddisfazione in Fiera per le sinergie avviate tra operatori Calderoni: un comparto che non si arrende e rilancia
Raggiunti tutti gli obiettivi prefissati della terza edizione di FuturPera 2019, il salone dedicato interamente alla filiera del prodotto principe di Ferrara, la pera, che ha registrato un’ottima presenza di operatori del settore, l’8% dei quali stranieri e 2.500 partecipanti ai convegni tecnici.
Il comparto della pera quindi ha scelto nuovamente FuturPera – Salone Internazionale della Pera come punto di riferimento per incontrarsi e confrontarsi sul settore.
Successo in fiera
«Sono particolarmente orgoglioso e soddisfatto dell’andamento di questa edizione – ha detto il presidente di Ferrara Fiere, Filippo Parisini. Aver realizzato un Salone di successo e in crescita rispetto alle precedenti edizioni è una sfida completamente vinta. Poi grazie ai soci di Ferrara Fiere, alla Regione Emilia-Romagna e al Comune di Ferrara sono stati investiti 5 milioni di euro per rinnovarlo e dargli nuova luce e vita».
Stefano Calderoni, presidente della società di scopo FuturPera, ha parlato di obiettivi pienamente raggiunti.
«Dopo tre edizioni posso tranquillamente affermare che FuturPera è ormai un evento affermato e di successo. Un successo perché è il punto di riferimento di un pubblico composto da aziende agricole, tecnici e operatori del settore sempre più numeroso. E questo significa che il comparto non si arrende ed è venuto a FuturPera per trovare risposte e uno spazio per confrontarsi. Un successo per la presenza di buyer e operatori stranieri che vedono il Salone come una grande opportunità per scoprire i nostri prodotti e le tecnologie produttive. E un successo perché con l’offerta convegnistica siamo riusciti a coinvolgere un numero di esperti e ricercatori eccezionale, che hanno saputo dare prospettive e speranza al comparto. Ora stiamo pensando a un evento intermedio nel 2020, un convegno internazionale che aggiorni il settore sulla lotta alle fitopatologie e sulle prospettive di mercato. Un auspicio, invece, per l’edizione 2021 è un maggiore coinvolgimento, perché pensiamo che l’evento sia un’opportunità enorme per tutta l’economia ferrarese».
Oi pera
«Abbiamo lavorato molto, insieme a Cso Italy – sottolinea Albano Bergami, vicepresidente Oi Pera – per dare agli operatori un’offerta convegnistica capace di dare risposte concrete alle maggiori criticità del settore e pensiamo di aver raggiunto l’obiettivo. Siamo partiti giovedì, con un’analisi della pericoltura australiana, credendo di indentificare in essa modalità produttive interessanti e applicabili anche alla nostra. Abbiamo poi continuato con un focus sulla lotta alla maculatura bruna, analizzando le diverse sperimentazioni di Università e istituti di ricerca, fino alle linee di difesa che la Regione Emilia-Romagna ha elaborato per il prossimo anno. Una capacità di ricerca e innovazione che è emersa anche durante il convegno sulla cimice asiatica. È risultato chiaro, infatti, che in Italia disponiamo del più alto livello di ricerca a livello mondiale, che abbraccia diversi campi: dal monitoraggio alle ipotesi di difesa con sistemi innovativi, dall’introduzione di parassiti antagonisti allo sviluppo delle tecniche di difesa passive, come le reti».
Anche i numeri hanno premiato l’impegno degli organizzatori, Ferrara Fiere e Congressi e Oi Pera, positivi a partire dalla presenza di 150 aziende fortemente innovative – il 30% in più rispetto al 2018 – dall’ottima partecipazione degli operatori del settore, l’8% dei quali provenienti da tutti e cinque i continenti e dalle 2500 presenze ai convegni del World Pear Forum e agli incontri tecnici dedicati alle tematiche più rilevanti . —
Lauro Casoni
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
