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Inizia l’Avvento, l’importanza della vigilanza

Inizia l’Avvento, l’importanza della vigilanza

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Inizia l’Avvento, tempo propizio per rifocalizzare i “temi forti”: l’attesa; il senso del vivere; il suo destino; verso dove siamo incamminati.

In questa prima domenica di Avvento siamo invitati a sollevare gli occhi del cuore per contemplare la fine: «alla fine dei giorni», così inizia la Prima Lettura, tratta dal profeta Isaia. C’è una fine a questa nostra storia, ed è bene ricordarlo; l’Avvento ce ne offre la grande occasione.

C’è una fine, che però non significa irreparabile disastro, ma che la storia nel suo insieme verrà ricapitolata nella venuta del «Figlio dell’Uomo». Allora tutto ciò che sarà stato vissuto senza riferimento alla persona del Signore, cadrà, perché privo di consistenza. Solo la presenza di Cristo, infatti, e la relazione a lui, danno consistenza e senso-direzione a tutto quanto il vivere.

Questo orizzonte finale della storia, anziché farci cadere nel terrore, è per risvegliare nel cuore l’attitudine dell’attesa verso la venuta del Signore. Attesa come di persona conosciuta e cara.

Nel Vangelo (Mt 24, 37-44) Gesù insegna ai suoi discepoli a porsi nei confronti della sua venuta con l’atteggiamento della vigilanza. Se la venuta di Cristo è certa, il quando ci rimane sconosciuto. Vigilanza, e cioè attenzione, essere presenti a quanto si sta vivendo, con occhi aperti.

C’è chi vive tutto immerso nelle cose del vivere, al punto da non accorgersi minimamente che vi sia “dell’altro”: come fu per i contemporanei di Noè, che «mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito», fino al giorno in cui venne il diluvio e travolse tutti. La superficialità di quegli uomini impedì loro di realizzare che era giunta la fine, per cui furono tutti sorpresi dall’abbattersi improvviso del diluvio. C’è poi l’immagine, forte, della separazione che segna varie coppie: dei due uomini che sono nel campo e delle donne messe alla mola per preparare la farina, uno sarà preso e l’altro lasciato; immagine che rappresenta il compiersi del giudizio che distingue il giusto dall’ingiusto.

Ogni anno l’Avvento ci dà la possibilità di provare l’ebbrezza dei grandi inizi. Poter ricominciare daccapo una piccola cosa o una grande cosa è già, di per se stesso, un dono prezioso e un’opportunità irrinunciabile.

Gli inizi sono sempre in genere difficili. Ma sono sempre anche tanto belli. Buon Avvento! —

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