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I compagni e le insegnanti non dimenticano Ibrahym

Beatrice Barberini
I compagni e le insegnanti non dimenticano Ibrahym

Il ragazzino è annegato l’estate scorsa dopo un tuffo dal pontile a Gambulaga I suoi amici hanno allestito un toccante spettacolo a scuola. Il papà: «Grazie»

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CENTO. «Quante volte vorremmo ricominciare da capo. Quanti di noi vorrebbero rivederlo. Già, è vero. E pensare che fino a poco tempo fa era qui tra noi. Se davvero potessimo ricominciare». In parole e in musica, tutto il vuoto e il dolore, ma anche il grande amore, lasciato da Ibrahym ai ragazzi della sua classe, la 3ªE della scuola secondaria di primo grado Guercino di Cento. Ibrahym Khalil Mohamed Diaby, 13 anni, è morto l’estate scorsa dopo un tuffo da un potile.

i ricordi

Il suo banco vuoto, la sua assenza in classe, è qualcosa di difficile da accettare per tutti, per i compagni e gli amici delle elementari e delle medie, e per le loro famiglie, per le insegnanti, per tutti coloro che gli hanno voluto bene.

Lo ha spiegato, la dirigente scolastica Anna Tassinari, in apertura dell’iniziativa che si è tenuta sabato pomeriggio all’interno della scuola: «Sentiamo tutti la mancanza di Ibrahym, era un ragazzo speciale. Perché Ibra, che ha fatto primaria e medie qui alle Guercino, manca a tutti. Il suo ricordo è ancora vivo; ogni giorno è tra noi».

Fra le lacrime e la profonda commozione, una rosa bianca sulla sedia, i ragazzi hanno abbracciato la famiglia Diaby, il papà Siemon, la mamma Mariam, le due sorelle Bacem e Fahtima. Un abbraccio talmente stretto, da diventare indissolubile. «Ci stringiamo alla famiglia di Ibra – ha proseguito la dirigente – ed il fatto di essere tutti qua, insieme, vuole essere un modo per dimostrare, ancora una volta, tutta la nostra vicinanza e il nostro grande affetto. Noi ci siamo sempre. Affrontare la sua mancanza è stato un momento molto duro e molto difficile per la classe di Ibrahym, la 3ªE; i ragazzi sono molto provati e per questo è stata presa la decisione di realizzare una rappresentazione a scuola, voluta e organizzata con tutta l’anima».

l’iniziativa

Un percorso, quello compiuto assieme al regista Massimiliano Piva ed a Kevin Pereira Dos Santos del Cosquillas theatre methodology, che ha coinvolto il gruppo intero, volto alla rielaborazione del lutto e del vuoto improvviso lasciato da Ibra tra i compagni a scuola come nella vita.

Un lavoro iniziato guardandosi negli occhi, senza paura, per scoprirsi non solo classe di una scuola ma anche gruppo, da cui è emersa subito la voglia di parlare di Ibra. «È nata così questa rappresentazione – ha spiegato il regista, il quale ha anche accompagnato i ragazzi al cimitero di Cento, nel luogo in cui Ibra ora riposa –, una metafora che parla di ciò che i ragazzi hanno dentro, del loro vissuto, dei loro ricordi, fino all’apice della consapevolezza della ricchezza che racchiude ogni persona che ci sta accanto».

Tra gli applausi e le lacrime, una catena di affetto e vicinanza, colta con grande forza dalla famiglia Diaby, che ha ringraziato di cuore: «Ibra mi parlava sempre di voi, di tutto ciò che facevate insieme. Era felice, a lui piaceva venire a scuola, ma è comprensibile, con compagni di classe e amici come voi. Vi ha amato tantissimo». —

Beatrice Barberini

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