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Botteghe storiche in vetrina Il calendario che aiuta la scuola

Katia Romagnoli
Botteghe storiche in vetrina Il calendario che aiuta la scuola

La storia del paese in dodici mesi tra foto d’epoca, disegni e poesie in dialetto La pubblicazione è già in vendita: con il ricavato si comprerà materiale didattico

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PONTELANGORINO. “Butèg e butgàr di nòstar cò” non è il titolo di una commedia dialettale, bensì il nome attribuito all’edizione 2020 del calendario di Pontelangorino che, tra le famiglie del territorio, sta già riscuotendo grande successo. Mentre nella scorsa edizione erano i quartieri e gli scorci di paese con i loro abitanti i protagonisti tra i 12 mesi dell’anno, ora è la volta delle attività commerciali di vicinato, le botteghe per l’appunto, in un suggestivo raffronto tra ieri e oggi.

Botteghe di ieri e oggi

«Tema di quest’anno sono le botteghe, butèg e butgàr e sono circa 130 le foto che abbiamo raccolto io e Lauro Beccari – spiega Simona Penini, volontaria di Pontelangorino –, tra immagini in bianco e nero di un tempo e attuali. L’attenzione è focalizzata su Pontelangorino, ma abbiamo voluto passare in rassegna anche attività di Caprile. Pontemaodino, Italba e Mezzogoro».

Anche quest’anno il ricavato dalla vendita del calendario sarà interamente devoluto per l’acquisto di materiale didattico riservato alle scuole locali. «Lauro Beccari, esperto conoscitore della storia di Pontelangorino – sottolinea Simona Penini –, con un amico di Mezzogoro si è recato nella scuola primaria a mostrare le foto, raccontando la storia dei bar che un tempo erano osterie. A Mezzogoro e a Pontelangorino sorgevano anche un cinema e una sala da ballo e sino a 40, 50 anni fa sono stati punti di aggregazione fondamentali per le nostre comunità».

Pezzi di vita di paese si potranno contemplare sfogliando le pagine del calendario che ha come punto di forza anche il dialetto e la volontà di tramandarlo insieme al ricordo delle attività commerciali, che hanno fatto la memoria storica del paese. «Con i loro disegni i bimbi delle scuole – aggiunge Penini –, hanno rappresentato quella che secondo loro, dai racconti e dalle foto hanno immaginato come la vita di un tempo nei nostri cò».

Zirudele e disegni

Contribuiscono ad arricchire il calendario anche le zirudèle in dialetto di Lauro Beccari, sempre in sintonia con il tema di butèg e budgàr trattato nel calendario. Il costo è di soli 10 euro. «I disegni che non hanno trovato spazio nel calendario – conclude Simona Penini –, saranno esposti dal 21 dicembre a Pontelangorino, durante la festa di Natale in piazza. Ringrazio, anche a nome dell’amico Lauro, tutti coloro che ci hanno dato un aiuto a reperire foto e filastrocche per realizzare il calendario».

Anche quest’anno il punto di riferimento principale per l’acquisto del calendario è la farmacia Succi Leonelli in centro a Pontelangorino, ma la pubblicazione è disponibile in altri negozi del paese e anche nelle frazioni vicine. Spiccano l’aspetto benefico e l’intento di recuperare e diffondere, anche tra le giovani generazioni il ricordo delle tradizioni del passato, conferendo un ruolo di primissimo piano al dialetto, come patrimonio culturale da difendere e tramandare. —

Katia Romagnoli

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