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PORTO GARIBALDI 

Con “Zero plastica in mare” pulizia e più consapevolezza

Piergiorgio Felletti
Con “Zero plastica in mare” pulizia e più consapevolezza

Il progetto di Legambiente prevede anche la pesca di oggetti ed ora si amplia Sinergie e sponsor per togliere gli inquinanti dall’Adriatico, e senza oneri

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PORTO GARIBALDI. Contrastare l’inquinamento marino, vera emergenza non solo nazionale, è l’obiettivo che si pone il progetto denominato “Zero plastica in mare”, di cui Legambiente Onlus e Bnl Gruppo Bnp Paribas sono partner. Giunto alla 2ª edizione, prevede, tra le azioni chiave, anche la pesca del rifiuto, che si è svolta a Porto Garibaldi a seguito della collaborazione sinergica tra pescatori, coordinati dalla Cooperativa della Piccola Grande Pesca Op, il Comune di Comacchio, la Capitaneria di Porto, l’azienda di smaltimento dei rifiuti Clara spa e l’associazione ambientalista.

GLI ATTORI

L’iniziativa, forte dell’esperienza quarantennale di Legambiente, nasce nell’ambito della strategia di #PositiveBanking di Bnl-Bnp Paribas, per contribuire a un ambiente e a una società più sostenibili.

Ieri a Porto Garibaldi la presentazione dei risultati di questo impegno determinato e corale. All’incontro erano presenti Lorenzo Mancini di Legambiente Emilia Romagna, Serena Carpentieri, vice direttrice Legambiente, Mauro Bombacigno, direttore Engagement di Bnl e di Bnp Paribas in Italia, il sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, Lorena Bonazza per la Cooperativa Piccola Grande Pesca Op. , Alida Padovani di Clara spa con il direttore generale Raffaele Alessandri, e la funzionaria regionale Simona Biolcati. L’incontro è stato coordinato da Marino Rizzati, presidente Circolo Legambiente Delta del Po di Comacchio.

Nel 2020, “Zero Plastica in Mare” prevederà, oltre a quanto già avviato e riproposto a Porto Garibaldi, anche attività di citizen science, di pulizia, volontariato ambientale e monitoraggio lungo tratti di 4 fiumi, il Lambro, l’Isonzo, il Tevere e il Sarno, oltre che di fishing for litter, come già a Porto Garibaldi, in 3 porti di Lazio, Campania e Marche. L’iniziativa prevederà anche un’ulteriore azione di raccolta e riciclo legati alla dispersione di retine utilizzate negli allevamenti di mitili in mare, tra i rifiuti più comuni nell’alto Adriatico, ed il monitoraggio delle microplastiche nei 4 fiumi individuati dal progetto.

COLLABORAZIONE

In apertura, Rizzati, ha parlato di «giornata importante per la presentazione del secondo anno del protocollo d’intesa, che prevede la raccolta dei rifiuti che i pescatori portano sulla banchina. Un’iniziativa, che ha consentito anche di sviluppare rapporti umani e conoscenza tra i diversi attori del progetto». E ha sottolineato che «i pescatori, aderendo a questo progetto pilota, non sono soggetti al pagamento di alcuna tariffa di smaltimento».

Mancini ha parlato di «grande impegno per raccolta tanti rifiuti» e Carpentieri di «progetto molto ampio e pluriennale» e della «necessità di integrazione tra politica, cittadinanza attiva e imprese». Bombacigno, ha detto che «siamo al fianco di tutti coloro che s’impegnano in iniziative di sostenibilità, aiutando le aziende virtuose» e Padovani che «Clara sostiene tutti i progetti di sostenibilità ambientale», con Fabbri che ha parlato di necessità di «recupero di una coscienza di tutela e salvaguardia dell’ambiente, attraverso una buona politica, con cambio degli stili di vita, per un impegno e rivoluzione culturale per la sostenibilità ambientale».

Infine, Biolcati ha informato che «la Regione ha fornito un impianto normativo di supporto a queste attività ambientali, definendo questo rifiuto come urbano». —

Piergiorgio Felletti

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