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Il Pd contesta Bergamini «Bondeno solo per la carriera»

D.B.
Il Pd contesta Bergamini «Bondeno solo per la carriera»

Il sindaco candidato alle Regionali, cinque anni dopo il suo predecessore Fabbri Corradi: nessun legame col territorio ma così la Lega perde rappresentatività

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BONDENO. La prima volta era stato quando nel 2014 Alan Fabbri, il primo sindaco leghista di Bondeno, aveva lasciato l’incarico di primo cittadino. Al suo posto per le amministrative nella città matildea fu scelto l’allora segretario provinciale della Lega Nord, Fabio Bergamini. Ora è quest’ultimo a candidarsi nella Lega per il consiglio regionale (a sostegno di Lucia Borgonzoni), con la concreta possibilità di lasciare ancora una volta Bondeno senza primo cittadino.

«Per la Lega credo sia meglio così - commenta il segretario e consigliere comunale del Pd bondenese, Tommaso Corradi -, visto che l’attuale giunta aveva notevoli problemi e non poche tensioni per una presenza sul territorio di certo insufficiente».

verso le elezioni

E se l’obiettivo elettorale più immediato sono le Regionali del26 gennaio 2020, con Corradi che sostiene ovviamente il candidato Stefano Bonaccini, è chiaro che nel Pd matildeo si guarda già con una certa attesa la successiva tornata elettorale, quella per le amministrative: «Da parte nostra l’eventuale passaggio di Bergamini in Regione significherebbe un notevole indebolimento della Lega a Bondeno. Perché il nucleo storico leghista era formato da Alan Fabbri, Fabio Bergamini ed Emanuele Cestari, leghisti fin da tempi non sospetti, ora rispettivamente sindaco di Ferrara, possibile consigliere regionale e deputato. Per carità, le loro scelte personali sono legittime, però ci dispiace che la poltrona di sindaco di Bondeno venga usata solo come trampolino per la carriera, non vi è un legame vero con il territorio. Fatto che diventa palese con due situazioni identiche di fila, tanto che questo passaggio viene considerato normale. E in prospettiva bisogna capire cosa farà la Lega, perché le figure politiche più rappresentative rimaste sul territorio (Francesca Aria Poltronieri, Simone Saletti e Marco Vincenzi? ndr) non sono della Lega».

la riscossa

Vista in quest’ottica, per il Pd le prossime elezioni potrebbero essere quelle del ritorno al potere dopo tre sindaci non di centrosinistra (Verri, Fabbri e Bergamini): «Beh, ovvio che il vento nazionale ultimamente girare chiaramente dalla parte della Lega, ma è vero che a livello di partito il Pd è sempre stato il primo, la Lega ha vinto come coalizione di centrodestra compatta. E, in tal senso, è curioso come la priorità sia sempre stata la normale amministrazione del territorio, certi proclami leghisti tipici qui non si sono mai visti».

Ok, ma il Pd cosa sta facendo in vista delle amministrative? «Noi da mesi siamo al lavoro per costruire la coalizione, ma è chiaro che un’occhiata dall’altra parte la stiamo dando... E un’altra cosa: ai nostri iscritti è piaciuta particolarmente la scelta del Pd di candidare alle Regionali l’altro Fabbri, Marco, il sindaco di Comacchio». —

D.B.

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