L’orrore del femminicidio Ishrak e le altre sul palco
Sulla violenza alle donne lo spettacolo della Teatriband “Non è normale che sia normale” e in sala la mamma della ventenne uccisa nel 2015
MESOLA. «Questa serata è per tutte le donne, questa serata è per Ishrak». Così ha chiosato la sua introduzione l’assessore alla cultura Lara Fabbri, ricordando la 21enne uccisa dal padre proprio a Mesola nel 2015, prima di lasciare la scena alle cinque protagoniste dello spettacolo “Non è normale che sia normale”, proposto dalla “Teatriband” e diretto da Ambra Andriolo.
Serata di letture e recitazione di brani scritti per donne che hanno subito violenza e, a causa della quale, in alcuni casi, hanno anche perso la vita. Le cinque attrici sono state accompagnate dalla musica e dalle canzoni della “Abao Aqu Band”. Ad accogliere il folto pubblico nella sala conferenze del Palazzo della Cultura c’erano varie paia di scarpette rosse, simbolo della violenza di genere. In sala anche Zachja, madre di Ishrak, il sindaco Gianni Padovani, il vicesindaco Elisa Bellini e, appunto, la Fabbri che aveva invitato la “Teatriband” a proporre uno spettacolo sul tema e ha organizzato l’iniziativa insieme alla responsabile della biblioteca, Fabrizia Mignatti.
Un’ora di spettacolo tesa e pubblico concentrato per riflettere su un tema di considerevole attualità. La “Abao Aqu Band” ha aperto il programma con “Canzone per Ishrak” poi le cinque interpreti hanno letto le testimonianze di Nadia, Marika e Giulia, donne “anonime” vittime di violenza, e hanno ricordato chi la vita l’ha persa come Deborah Ballesio, Ester Pasqualoni, Noemi Durini e Immacolata Villani. Ma c’è stata anche una componente autobiografica delle cinque protagoniste nella loro dimensione di donne e madri espresse dalla proiezione delle foto della loro vita e dei loro figli.
Intense le riproposizioni di due monologhi di Paola Cortellesi: quello scritto dall’enigmista Stefano Bartezzaghi, e “Storia di Valentina”, uccisa dal compagno a 25 anni.
A dimostrazione che il fenomeno è diffuso anche a livello locale, la testimonianza della rappresentante dello sportello antiviolenza “Iris” di Ferrara, con sedi a Codigoro e Comacchio, che ha concluso la serata. Ben 38 le donne che finora si sono rivolte al servizio nel corso di quest’anno. —
Lorenzo Gatti
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