Da 20 anni vive a Jolanda, sequestrati i suoi beni perchè in odore di 'ndrangheta
Il provvedimento della Dda, della Finanza e dei giudici contro Salvatore Torcasio indiziato di appartenere alla cosca di 'ndrangheta Cerra-Torcasio-Gualtieri, attiva in Calabria a Lamezia Terme. Nei primi anni 2000 tutti i suoi fratelli furono uccisi in un agguato di mafia
JOLANDA DI SAVOIA. Dai primi anni del Duemila vive a Jolanda di Savoia, dove si era trasferito per sfuggire al suo passato, visto che tutti i suoi fratelli erano stati uccisi in agguati mafiosi: ma è difficile farlo se come dicono indagini in corso, lui è indiziato di appartenere alla cosca di 'ndrangheta Cerra-Torcasio-Gualtieri, attiva in Calabria a Lamezia Terme.
Per questo motivo nei confronti di Salvatore Torcasio, 58 anni, originario di Nicastro, nel Lamentino, ma residente - dicevamo - dagli inizi degli anni Duemila a Jolanda di Savoia, è scatato un sequestro dei beni per mezzo milione di euro. L’indagine che lo ha interssato è in corso ormai da oltre un anno e mezzo e in questi giorni si è parzialmente conclusa con il provvedimento disposto dalla sezione “misure di prevenzione” del Tribunale di Bologna, che ha accolto la richiesta di procura e guardia di finanza di congelare i suoi beni, perché in odore di ’ndrangheta.
Il sequestro è scattato ad opera degli uomini della Guardia di Finanza di Bologna e Catanzaro - tra le province di Ferrara, a Jolanda, e Lamezia Terme - e ha interessato un consistente patrimonio mobiliare ed immobiliare costituito da appartamenti, terreni, auto, conti correnti e una società operante nel commercio delle autovetture del valore complessivo di oltre 500 mila euro.
Le Fiamme Gialle hanno agito dopo l’emissione della misura di prevenzione patrimoniale disposta dal Tribunale di Bologna. I beni sottoposti a vincolo, secondo le ipotesi di indagine, sono risultati nella disponibilità di Salvatore Torcasio che viene indicato come indiziato di appartenere alla cosca di 'Ndrangheta Cerra-Torcasio-Gualtieri attiva a Lamezia Terme. Il provvedimento disposto dalla sezione 'misure di prevenzionè del Tribunale di Bologna, costituisce l'epilogo di una serie di indagini economico-patrimoniali condotte dai finanzieri gruppo di Lamezia Terme e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna sotto la direzione della Procura e della Direzione distrettuale antimafia. In particolare gli accertamenti hanno permesso di riscontrare, anche sulla base delle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia, i legami con la criminalità organizzata calabrese del soggetto proposto, i cui fratelli erano stati assassinati nel 2003 in un agguato mafioso inducendolo a cercare riparo nel Ferrarese.
Le investigazioni patrimoniali hanno poi permesso di accertare un rapporto di sproporzione tra i redditi dichiarati da Salvatore Torcasio e dal suo nucleo familiare e il patrimonio immobiliare e mobiliare riconducibile alla sua effettiva disponibilità.
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