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Accoglienza profughi 

Inchiesta migranti Asp Il prefetto ascoltato da testimone sui fatti

Daniele Predieri

Non si fermano le indagini sui controlli “telefonati” ai Centri  Presentati i ricorsi contro il no dei giudici alle richieste dei pm 

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Al centro dell’inchiesta sulla gestione dei Cas, i centri di accoglienza straordinaria per i migranti in arrivo a Ferrara, su controlli annunciati, rendicontazione delle spese e altro, c’è una frase intercettata al telefono da procura e finanza riferita dal viceprefetto Vincenzo Martorano con interlocutori dell’Asp: «una certa policy - diceva Martorano - c’è stata, disposta dal prefetto, soltanto il giorno prima possiamo comunicare agli interessati quali le strutture da visitare».

Frase da chiarire

Una frase finita in tutti gli atti giudiziari dell’inchiesta sui controlli “telefonati”, letta in chiave difensiva poiché tutti gli indagati ammettevano che i quei controlli annunciati il giorno prima delle ispezioni nelle strutture di accoglienza facevano parte di una prassi decisa da alti vertici della prefettura, in un tavolo tecnico. Per questo motivo, nei giorni scorsi il prefetto Michele Campanaro è stato ascoltato dalla procura come persona informata sui fatti, come testimone sul caso: da quanto si è appreso da fonti difensive al prefetto sono stati chiesti chiarimenti - un atto scontato, vista quella frase - ma nel dettaglio non è possibile sapere altro visto l’assoluto riserbo sull’interrogatorio. Un atto cui hanno fatto seguito nuovi provvedimenti della procura, poiché il pm Andrea Maggioni ha presentato ricorso contro la bocciatura del giudice sulle sue richieste di sospensiva del viceprefetto Vincenzo Martorano e di Valentina Marzola, operatrice interinale, indagati per abuso d’ufficio. Ora il tribunale del Riesame dovrà fissare l’udienza e valutare le ragioni della procura che ha rinnovato la richiesta di sospensione (misura cautelare) che il gip aveva, invece, sonoramente bocciato. Il giudice aveva spiegato nel proprio atto di aver valutato la buona fede delle azioni, che le prove delle intercettazioni erano «suggestive» e «suscettibili di interpretazioni alternative alle accuse», che era da soppesare «il contesto emergenziale in cui gli indagati hanno agito» e infine che sui controlli delle spese «non vi sono elementi di prova per dimostrare dolose e intenzionali violazioni».

Dalfreddo archiviato

Per questo motivo il giudice Marini aveva detto no alla sospensione degli incarichi pubblici di Martorano e Marzola. Per Martorano si è già usato il “fai da te”: il viceprefetto ha chiesto e ottenuto di essere trasferito ad altro incarico (ora alla protezione civile) mentre la Marzola non ha comunque ruoli decisionali, e Comune e Asp hanno annunciato l’avvio di una procedura di sospensione. Buone notizie, invece, per l’altro tecnico Asp, indagato, Alberto Dalfreddo: il pm Maggioni non ha presentato ricorso nei suoi confronti poiché Dalfreddo aveva già chiarito spiegando posizione e meccanismi, e il stesso suo legale, Carmelo Marcello, avrebbe già presentato istanza di archiviazione del procedimento che la procura ha già fatto sapere di poter accogliere. —

Daniele Predieri

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