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Polizia municipale Ennesima rinuncia e il posto resta vuoto

Annarita Bova

Il contratto è a tempo indeterminato Già dieci rifiuti ad andare a Comacchio 

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il caso

Ha detto di no. Anche il decimo agente di Polizia municipale vincitore del concorso a tempo indeterminato indetto dal Comune di Comacchio, il primo di dicembre ha rifiutato il posto. E adesso l’amministrazione deve ricominciare a scorrere la graduatoria. Sì perché il problema non è solo legato alle difficoltà di reperire il personale, ma anche «al fatto che invece di rinunciare direttamente quando vengono chiamati così da non dare il via alle pratiche, non si presentano al momento della firma del contratto», spiega il comandante della Polizia municipale di Comacchio Paolo Claps

le difficoltà

Nel 2016 il Comune di Comacchio ha indetto il concorso e quando è stato possibile assumere si è messo alla ricerca di due agenti a tempo indeterminato. Più quindici stagionali a tempo determinato. Con questi ultimi, non senza difficoltà, è andata meglio e alla fine dopo circa quaranta chiamate l’organico è stato sistemato.

«Per quanto riguarda i due a tempo indeterminato (va ricordato che il contratto prevede un par-time al 50% per il primo periodo), abbiamo risolto in un caso convertendo un determinato perché c’erano le possibilità - va avanti Clasp - e poi abbiamo iniziato la ricerca. Siamo a circa dieci chiamate ma al momento solo rinunce, la maggior parte delle quali in un momento successivo alla chiamata».

cosa succede

Ma perché nessuno vuole andare a Comacchio? Gli agenti di polizia municipale sono anche scesi in piazza la scorsa estate chiedendo assunzioni. Che il Comune ha fatto, ma non si trova disponibilità. Le ragioni in realtà ci sono e non sarà così semplice venirne fuori.

Un agente di polizia municipale categoria C, da contratto nazionale, prende circa 1300 euro al mese. Che in primo momento, con contratto part-time non arriva a mille euro. Il concorso è a carattere nazionale, hanno partecipato persone da tutte le regioni anche solo per entrare in graduatoria. Chi viene chiamato a lavorare e abita lontano deve mettere nelle spese un appartamento in affitto e quello che serve per vivere fuori. Non è dunque semplice. «Il problema è che per noi una persona in meno è tanto - va avanti Clasp-. Siamo 35 in tutto, numeri bassi per un territorio così e a maggior ragione se non riusciamo ad aumentare di numero». —

Annarita Bova

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