Commissione indagine minori Mambelli convince i consiglieri
La relazione della responsabile dell’area sugli affidi e i problemi familiari Nel 2018 a Ferrara 136 segnalazioni all’Asp con nove allontanamenti
La ratio che guida il servizio dell’area minori di Asp è il sostegno alle famiglie in difficoltà perché «possano crescere persone sufficientemente equilibrate», tenendo sempre presente che esistono anche casi di non accettazione da parte delle famiglie di problematiche e difficoltà, che è necessario prendere in carico e affrontare. Sono i casi che richiedono allontanamenti e collocazioni al di fuori della famiglia d’origine (a Ferrara comunque 9 casi sulle 136 segnalazioni ad Asp da parte delle autorità), e sono i casi più difficili da gestire anche per gli assistenti sociali, da incrementare («lavorare senza il consensi comporta anche violenze da parte dell’utenza»).
i percorsi
È quanto emerso, insieme ai dati e al più generale funzionamento del servizio, dalla relazione della responsabile del servizio dell’area minori di Asp Angela Mambelli, audita ieri in occasione della prima commissione d’indagine del Comune. Sono 1.500 i minori presi in carico da Asp nel 2018: arrivati tramite “libero accesso”, rivoltisi cioè volontariamente al servizio presentando perlopiù problematiche, complesse e croniche, socio-economiche, sanitarie o relazionali; o arrivati perché segnalati dalle autorità, specie da procura (54 casi nel 2018) e forze dell’ordine (23). Dati che hanno fatto subito riflettere il consigliere Francesco Colaiacovo (Pd), specie le poche segnalazione pervenute da parte delle scuole (10): «in che modo sensibilizzare a segnalare?». «Linee guida di intervento con le scuole esistono – ha risposto Mambelli – ma la cultura della tutela è migliorabile». L’indagine sociale, i colloqui con gli adulti, le scuole, i pediatri e gli altri servizi a cui fossero eventualmente in carico i genitori, sono la naturale conseguenza delle segnalazione delle autorità ad Asp, seguite da una relazione finale («tante – diceva Mambelli – escludono l’evidenza di malessere nel minore e sono archiviate»). Ci sono poi casi in cui si riscontra un ipotetico malessere e la famiglia accetta un progetto di sostegno, e altri in cui l’Asp deve chiedere al Tribunale di avere un mandato per approfondire. Dai dati di Mambelli è poi emerso che nel 2018 465 sono i bambini che hanno beneficiato di contributi economici diretti, 45 quelli interessati da interventi educativi domiciliari, 42 quelli che hanno avuto incontri protetti, 46 casi di affidamento familiare (15 presso parenti) e 94 i bambini accolti in struttura.
le domande
Lumi sono stati poi chiesti dai consiglieri, specie dalla presidente della commissione Pignatti, in merito alla sicurezza degli operatori, alla loro formazione, su eventuali ricorsi presentati dalle famiglie contro gli allontanamenti, e sulle associazioni con cui Asp collabora. Sul recupero del rapporto con la famiglia d’origine ha chiesto Maresca: «si tende a mantenere il rapporto ma è tutto subordinato al benessere del bambini», diceva Manbelli. —
Giovanna Corrieri
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