Infilano l'esplosivo nel Postamat ma scatta l'allarme
In bianco i banditi che la scorsa notte hanno assaltato lo sportello di Tamara di Copparo. La sirena ha spaventato i banditi, che erano in cinque e sono fuggiti salendo su un'auto ma senza bottino
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TAMARA DI COPPARO. Nel gergo dei banditi vengono chiamate "marmotte". Sono congegni artigianali che si inseriscono nelle fesssure dei bancomat e postamat per farli esplodere e accedere al denaro contenuto nello sportello. Cinque malviventi ci hanno provato la notte scorsa (traa il 5 e il 6 dicembre) a Tamara di Copparo, ma l'allarme ha mandato a monte i loro piani. I carabinieri del Radiomobile del Comando Compagnia Carabinieri di Copparo sono intervenuti verso le 2, richiamati dall'allarme scattato nell’ufficio postale di Tamara di Copparo, sono intervenuti in via Raimondi per un tentativo di furto in atto. Quando la pattuglia è giunta sul posto, i banditi si erano già allontanati appunto a seguito dell’attivazione dell’allarme.
Gli accertamenti effettuati, corroborati anche dalle testimonianze di alcuni cittadini svegliati dalla sirena dell’allarme, hanno permesso di appurare che i malviventi, vestiti di scuro e con il passamontagna, dopo aver oscurato con lo spray le telecamere del sistema di videosorveglianza dell’ufficio postale, avevano tentato di inserire la cosiddetta “marmotta” ma l'attivazione del sistema antifurto li ha fatti fuggire a bordo di un’auto, scura e di grossa cilindrata. Nulla, quindi, è stato asportato. Sono in atto le ricerche della vettura e degli autori del tentativo di furto, anche mediante la visione dei filmati di varie telecamere di sorveglianza nei pressi dell’ufficio postale.
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