Copparo, protesta contro i tagli: «Noi pronti al confronto per difendere la cultura»
A Copparo sit in di “Zona Franca” per il ridimensionamento del settore: «Il sindaco non ha mai cercato un dialogo, informati con una delibera»
COPPARO. Tra letture di brani di autori di opere di rilievo nazionale, come Italo Calvino, e di un grande poeta locale, Oreste Marchesi (con una sua lirica del 1931) si è tenuto ieri davanti al teatro De Micheli il sit in di protesta dell’associazione “La Zona Franca”. Su tutto il richiamo all’importanza della lettura del libro “vero”, scritto su carta e non elettronico. Un simbolo di tutela e difesa della cultura adottato dall’associazione nata per esprimere forte dissenso riguardo alle recenti scelte adottate dalla Giunta comunale del sindaco Fabrizio Pagnoni, accusata dai manifestanti di voler ridimensionare il Settore della Cultura.
I tagli. In particolare, denuncia “La Zona Franca, «dal primo gennaio si prospetta l’esternalizzazione del teatro e lo smembramento del settore cultura per soli fini propagandistici. È ora di smettere di subire passivamente gli attacchi di una politica che crede di poter fare e disfare a proprio piacimento, senza confronti con i cittadini».
Patrizia Lucchini, promotrice e referente della nuova associazione (ed ex dirigente in pensione della biblioteca comunale Anne Frank ) ha spiegato le ragioni di questa discesa in campo, tra gli applausi dei presenti: «ll nostro è un gruppo di persone convinte che sia necessario partecipare attivamente alla vita della propria comunità. Da una delibera uscita sull’albo pretorio il 22 novembre abbiamo appreso che nel comune di Copparo non esiste più il Settore Cultura».
Le rassicurazioni del sindaco, che ha detto che la cultura non si può cancellare e che la decisione è solo una scelta burocratica non ha placato la protesta: «Ma secondo voi, l’insieme delle politiche culturali di questo territorio, la ricchezza di un patrimonio di scelte educative e culturali proposte in tanti anni a cittadini di ogni età e condizione, fiore all’occhiello di una comunità invidiata per il suo teatro e la sua biblioteca , possono essere trattate alla stregua di una semplice riorganizzazione amministrativa»?, si chiede Patrizia Lucchini e prosegue: «Penso che abbiamo una visione diversa dal sindaco e dalla sua giunta, quando immaginiamo una politica culturale per il nostro territorio. Il sindaco Pagnoni poi ci accusa di non aver cercato un contatto con lui. Ma il sindaco ha forse cercato un dialogo con la sua comunità, con i soggetti potenzialmente interessati? A noi non risulta».
L’associazione, ha concluso Lucchini, non si sottrarrà a un confronto con l’amministrazione comunale «per continuare a garantire, come è stato fatto finora, una rete integrata e ricca di offerte educative e culturali per i cittadini». —
Franco Corli
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