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la cerimonia 

Due nuovi diaconi pronti a intraprendere una vita per gli altri

Margherita Goberti
Due nuovi diaconi pronti a intraprendere una vita per gli altri

Ordinati Alessandro Battistini e Thiago Camponogara  Il vescovo Perego: «Vicini ai più poveri e ai più giovani»

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Alessandro Battistini e Thiago Camponogara sono stati ordinati diaconi ieri pomeriggio dall’arcivescovo Mons. Giancarlo Perego nella basilica di San Francesco gremita di fedeli. Originario della provincia di Lecce Alessandro Battistini ha 40 anni; è stato per 16 anni nell’esercito e proprio in caserma e fra gli alpini ha scoperto la sua vocazione al sacerdozio.

la vocazione

Così nel 2013 ha iniziato il suo cammino di discernimento e gli studi di teologia fra il seminario di Ferrara e lo Studio Teologico di Bologna facendo esperienza nella parrocchia del Lido degli Estensi e dal 2018 nell’Unità pastorale di Quartesana-Cona–Codrea. Per l’ordinazione a sacerdote dovrà aspettare il 2020.

Thiago Camponogara ha 32 anni ed è nato in Brasile ma aveva 3 anni quando la sua famiglia si è trasferita nel veronese. Diplomato in agraria ha lavorato nell’azienda del padre conducendo una vita normale ma è stato un pellegrinaggio a cambiarlo completamente. Anche lui è arrivato a Ferrara nel 2013 per intraprendere gli studi teologici. Durante questi anni ha svolto servizio pastorale a Vigarano Mainarda, a Conacchio ed alla Sacra Famiglia.

il viaggio

L’arcivescovo nell’omelia ha sottolineato che nella Chiesa che cammina i diaconi sono i compagni di viaggio; ha poi commentato le Letture e la pagina del Vangelo quindi rivolgendosi ad Alessandro e Thiago ha ricordato loro che oggi sono chiamati ad essere come Maria strumenti di vita.

«Sarete chiamati a generare la vita cristiana attraverso il segno – ha proseguito Perego – la promessa di povertà, castità ed obbedienza che vi accompagnerà per sempre non come un peso ma come una risorsa di libertà e di gioia: per andare nelle piazze e sulle strade come i diaconi Stefano e Filippo, per accompagnare dovunque i pastori, come ci ricorda Paolo, per essere vicini ai più poveri e ai più giovani, per condividere più tempo e cose e generare così una rinnovata vita comunitaria e di fraternità». Ha poi concluso, ritornando sulla loro scelta diaconale, che deve essere intesa come un cammino sulla strada della santità. —

Margherita Goberti

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