Progetto Mura Franceschini assicura l’appoggio del Ministero
Il ministro accoglie la richiesta di collaborazione del sindaco «Per il bene di Ferrara lavoriamo nella stessa direzione»
Fabbri chiama e Franceschini risponde. Venerdì mattina, in sede di presentazione del programma delle opere pubbliche del Comune di Ferrara per il 2020, il sindaco Alan Fabbri aveva invocato anche l’aiuto del ministro Dario Franceschini per dare maggiore impulso al progetto Mura, che vede un primo stanziamento comunale di 900mila euro per la ristrutturazione del chilometrico monumento che cinge la città, uno dei simboli di Ferrara.
Il giorno dopo, il ministro Franceschini, a Ferrara per alcuni impegni tra l’informale e l’istituzionale, ha teso la mano al dialogo in relazione alla proposta del sindaco leghista, avviando di fatto un possibile collaborazione e unità di intenti.
«Leggendo la proposta di collaborazione del sindaco di Ferrara - dichiara Franceschini - posso dire che sono disponibile a collaborare per il bene di Ferrara e sono pronto ad ascoltare Fabbri e avviare una collaborazione in tal senso».
Corsi e ricorsi
Questa alleanza trasversale nel nome e per il bene della città tra quelli che di fatto sono avversari politici, evoca infatti un precedente illustre che si è costruito proprio partendo dal progetto Mura. Negli anni Ottanta infatti venne firmato un progetto miliardario (allora c’erano ancora le lire) finanziato con i fondi investimenti occupazione Fio per ricostruire la cinta muraria ed effettuare lavori ad edifici adiacenti al perimetro. Allora ci fu l’alleanza tra il sindaco comunista Roberto Soffritti e il parlamentare democristiano Nino Cristofori, molto vicino al governo e tra gli esponenti di punta della corrente andreottiana. Un compromesso storico nato nel segno del bene comune per Ferrara.
A distanza di tantissimi anni, ancora le Mura di Ferrara stanno diventando quel tratto di convergenza che porta due avversari politici a confrontarsi per l’interesse della città.
Un primo atto distensivo tra Comune e Ministero, ma è più giusto dire tra esponenti di Lega e Pd che non si registrava da tempo. Per il bene di Ferrara prende avvio quindi questo nuovo compromesso storico che porta a una maggiore coesione tra governo e locale e Ministero.
Nella scorsa legislatura ci furono scintille tra il Comune, allora guidato dal sindaco Tiziano Tagliani e il Ministero dei beni culturali dove al vertice c’era Alberto Bonisoli che in più di un’occasione ha creato problemi alla giunta a cominciare dal progetto per l’ampliamento dei Diamanti per non parlare di palazzo Massari, facendo slittare ulteriormente i piani per la ricostruzione degli edifici.
Ora invece questa apertura tra Comune e Ministero a ritrovata guida ferrarese, per fare qualcosa di buono per la città, lascia intendere che potrebbero essere in parte finiti i tempi delle ripicche politiche che alla fine si riversano negativamente proprio sui progetti della città.
È un segnale importante quello che ieri ha dato il ministro dei beni culturali Dario Franceschini nella sua Ferrara. Il progetto Mura, inserito dal Comune tra le priorità di intervento nel programma delle opere pubbliche del prossimo anno, ha un potenziale forte alleato. Un’occasione da non sprecare. —
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