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allevamenti e centrali biomassa 

Troppa pioggia I reflui zootecnici non si possono spandere nei campi

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«Le pesanti condizioni climatiche fanno sentire il loro effetto anche sul fronte della distribuzione, con finalità agronomica, dei reflui delle aziende zootecniche e degli impianti a biomassa».

È quanto afferma il presidente della sezione Zootecnica di Confagricoltura Ferrara, Lorenzo Scalabrin, alla luce del prolungato periodo di piogge che ha interessato, con l’intero territorio nazionale, anche la nostra provincia.

Problemi meteo

«Le avverse condizioni meteorologiche, con conseguenti condizioni non idonee dei terreni, stanno creando disagi agli allevamenti e agli impianti a biomassa, per l’impossibilità di effettuare la distribuzione agronomica degli effluenti zootecnici e del digestato. Tale preoccupante situazione deriva dal concatenarsi degli eventi atmosferici alle norme vigenti. Attualmente le Regioni permettono la distribuzione dei reflui nei soli mesi di novembre e di febbraio. È per questo motivo che settimanalmente viene emesso, a cura di Arpae, l’apposito bollettino nitrati, che in base alle previsione meteo definisce le giornate in cui è ammesso o meno lo spandimento. A partire dal primo novembre – prosegue Scalabrin – sono stati ben 18 i giorni di divieto: ma a causa dei terreni impraticabili, in realtà i giorni di mancato spandimento sono stati molti di più, non è stato infatti possibile procedere allo spandimento anche nelle giornate autorizzate da Arpae. Inoltre dal primo dicembre fino al 31 gennaio vige invece il divieto assoluto di spandimento. Ne consegue che il prolungato maltempo rischia di determinare un periodo di sospensione degli spandimenti, avviato alla fine di ottobre con l’inizio delle perturbazioni fino alla fine gennaio. La conseguenza è di non avere sufficiente capienza per lo stoccaggio degli effluenti zootecnici e del digestato, situazione aggravata anche dall’impossibilità di concimare in presemina quei terreni destinati a cereali vernini che, sempre a causa delle condizioni meteo, non sono ancora stati seminati».

Per tale motivo Confagricoltura ha sollecitato il Ministero delle Politiche Agricole ad adottare un intervento urgente a carattere straordinario, volto a permettere l’utilizzazione agronomica anche nei mesi di dicembre e gennaio, prevedendo specifici periodi in relazione all’andamento climatico. Confagricoltura ha inoltre ricordato che il mese di novembre, ormai da anni e su buona parte del territorio nazionale, risulta essere tra i mesi più piovosi dell’anno; ne consegue che il periodo di divieto continuativo, attualmente vigente, si sta rivelando non più rispondente al quadro climatico e alle diverse esigenze agronomiche. —

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