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L'OPERAZIONE

Cacciavano in valle a Comacchio con il richiamo acustico: multati

Gli agenti di polizia provinciale con il materiale sequestrato ai due cacciatori comacchiesi
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Gli agenti di polizia provinciale con il materiale sequestrato ai due cacciatori comacchiesi

A due cacciatori della zona, sorpresi nella notte, sequestrati due mestoloni uccisi, i fucili e l'apparecchiatura illegale

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COMACCHIO. Una pattuglia della Polizia provinciale a bordo della propria imbarcazione, nell’ambito di un servizio cominciato poco dopo la mezzanotte scorsa, si è appostata sopra un dosso nelle valli di Comacchio.
Dal punto di osservazione gli agenti hanno avvistato, durante l’esercizio venatorio, un appostamento tipico delle valli lagunari, realizzato in tine in cemento con l’acqua che quasi lambisce il bordo, dove si appostano i cacciatori in valle Bragiolino a Comacchio.

Dopo aver accertato che i due occupanti, entrambi residenti a Comacchio, al passaggio in volo di alcuni mestoloni (specie di volatili), hanno acceso il richiamo acustico direzionando l’altoparlante verso l’alto, gli uomini in divisa sono subito intervenuti.

Durante l’avvicinamento, la pattuglia ha visto che nell’appostamento si stavano svolgendo attività concitate, culminanti, mentre l’imbarcazione della polizia provinciale si trovava ormai a una quarantina di metri di distanza, nel lancio in acqua del richiamo acustico elettromagnetico, ben riconoscibile per foggia e dimensione, mentre il diffusore a forma di tromba cadeva all’interno dell’appostamento.

Rinvenuto quindi l’apparecchio e recuperati due esemplari di mestolone, un maschio e una femmina, ai due cacciatori è stato loro contestato il reato di caccia con l’uso del richiamo acustico, in concorso, la cui sanzione penale prevede un’ammenda fino a 1.500 euro, cui si aggiungono otto settimane di sospensione dall’esercizio venatorio nell’area del Pre-Parco, che sarà comminata dalla prossima stagione venatoria.

I due fucili e la selvaggina abbattuta sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria, così come il richiamo acustico, di cui è prevista la confisca e la distruzione.

«Purtroppo – commenta il comandante della polizia provinciale Claudio Castagnoli - non diminuisce il numero di chi usa questo mezzo di caccia vietato. Un comportamento acuito dalle notizie riportate dai colleghi, che riferiscono dell'utilizzo dei richiami acustici anche per cercare di attirare le oche, numerose in sorvolo sulle valli lagunari, e questo è gravissimo, poiché si tratta di specie protette. Infine – conclude Castagnoli - un grande ringraziamento ai colleghi per l’attività profusa, in un servizio durato molte ore e in condizioni di forte disagio; con questo intervento, pur nell’esiguità dell’attuale organico, cerchiamo sempre di far comprendere a tutti come sia importante rispettare le regole».

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