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Comunità riunita per l’apertura del santuario della Celletta

Giorgio Carnaroli
Comunità riunita per l’apertura del santuario della Celletta

Don Fulvio ai fedeli: «Questo è un luogo in cui entrano tutti, credenti e non» Il sindaco Baldini: promessa mantenuta, spazio riaperto in totale sicurezza

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ARGENTA. «Riconsiderare il valore di Maria per la nostra comunità». È il caloroso invito che don Fulvio Bresciani, parroco di Argenta, ha rivolto ai numerosi fedeli che ieri sera hanno partecipato con devozione, alla riapertura del santuario della Madonna della Celletta. Un tempio rimasto chiuso per oltre un anno e che ora, dopo quel boato dello scorso novembre che provocò l’evacuazione di chi era a messa e a cui hanno fatto seguito le rassicurazioni dei tecnici, ebbene, da ieri, questo luogo di preghiera di proprietà del Comune di Argenta ma in gestione alla parrocchia, è tornato ad essere fruibile per chicchessia.

il parroco

A tal proposito, don Fulvio, nel corso dell’omelia, oltre ad una approfondita riflessione sull’Annunciazione, il parroco ha ricordato come «nei santuari dedicati a Maria e, la Celletta lo è, entrano tutti: credenti e non. E non è perché questo è legato all’archeologia bensì a Lei, alla madre di Gesù».

Poi don Fulvio non ha mancato di benedire i bambinelli da metter nei presepi che un gruppo di bambini a mani alzate ha portato davanti all’altare e così, pure, ha ricordato il lavoro di pulizia che l’amministrazione comunale attraverso Soelia (i tecnici Mirco Bardelle e Matteo Bellabarba davvero bravi; ndr) hanno svolto assieme ad alcuni volontari.

gli amministratori

A sorpresa, e prima della benedizione finale, il parroco ha chiesto che venissero sull’altare i sindaci che hanno chiuso e riaperto la Celletta: Antonio Fiorentini e Andrea Baldini. Affiancati e forse anche con qualche palpitazione in più per l’inaspettato invito, il neo sindaco ha tenuto a ribadire la promessa fatta di un santuario degli argentani che andava riaperto ma con la massima sicurezza mentre il suo predecessore, ha unito due entità che per gli argentani hanno un legame fortissimo: don Minzoni e la Celletta. «Il primo lo abbiamo rivisto con il film di pochi giorni fa e ora la riapertura della Celletta, ovvero quanto di più caro hanno gli argentani».

Un applauso ha salutato questa funzione religiosa davvero attesa dalla comunità, proprio perché questo luogo di preghiera non è di esclusivo utilizzo di chi vive all’ombra del campanile ma anche di coloro che transitando sulla statale Adriatica, si fermano anche per pochi secondi per meditare: ciò che non hanno potuto fare per oltre un anno e che ora è lì, con le porte spalancate. —

Giorgio Carnaroli

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