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Salvini a Ferrara, tornano in piazza le Sardine e scatta la contestazione

Stefano Ciervo e Sergio Armanino
Salvini a Ferrara, tornano in piazza le Sardine e scatta la contestazione

Prima la contromanifestazione in piazza Castello, poi il leader della Lega in galleria Matteotti con la Borgonzoni: alla fine arriva la contestazione in piazza Trento-Trieste

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FERRARA. Un migliaio di persone in piazza Castello, "Sardine" con i libri in mano, a contromanifestare per l'arrivo di Matteo Salvini in città assieme alla candidata leghista alla presidenza della Regione Emilia-Romagna per il centrodestra Lucia Borgonzoni. L'autoconvocazione del movimento ha superato le più rosee aspettative e la stessa manifestazione leghista, spostata da piazza Municipale a galleria Matteotti per timore della pioggia. Il rapporto è stato di due sardine per ogni simpatizzante del centrodestra.

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TRA LE BANCARELLE

Il leader della Lega è arrivato con mezz’ora di ritardo, quando Lucia Borgonzoni, candidata presidente della Regione, aveva già risposto sulla manifestazione delle Sardine («bene ricevere dei libri, ma non ho mai detto che non leggo») e sulla sua lista («il centese Fabrizio Toselli? Vedremo, saranno tanti i sindaci che mi sosterranno, ma non necessariamente candidati»).

Prima Matteo Salvini è stato dirottato tra le bancarelle del Natale, con assaggio del tris tenerina-pampapato-tagliolina. Poi si è diretto sul palco di galleria Matteotti, sotto il quale si erano assembrate alcune centinaia di supporter, dove ha pure ricevuto in regalo il panettone spalmabile di Rizzati.

«Ringrazio l’amministrazione per aver allestito questo mercatino, difenderemo il Natale e tutte le nostre tradizioni: d’altra parte se il ministro della Cultura è uno come Dario Franceschini, campa cavallo». Il leader leghista ha ricordato la campagna elettorale di 5 anni fa, «la facevamo solo io e il candidato Alan Fabbri, oggi vostro sindaco, in camper, sembravamo Gianni e Pinotto», invitando al voto di massa. Il 27 gennaio, ha detto, «ci occuperemo anche di chi ha portato via bambini alle famiglie per fare soldi». Qui, intanto, «dopo 40 anni anche i rom pagano le bollette».

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L'ALTRA PIAZZA

Intanto in piazza Castello grazie al tam tam sulle chat (nemmeno l'utilizzo dei social con la programmazione di eventi era consentita), al passaparola s'affollano sardine con un libro in mano. L'obiettivo era quello della catena umana attorno al Castello estense, ma anche per quello le autorità hanno opposto un divieto. Alla fine, ecco la piazza riempirsi, nell'uggioso pomeriggio del lunedì: prima tutti in cerchio, mettendo in bella mostra i libri e cantando "Bella ciao", poi tutti a convergere al centro, ancora con i libri mostrati al cielo e all'urlo di "cultura, cultura", poi un'altra "Bella ciao" e "Ferrara si sLega", infine, per dribblare il divieto, passeggiata con soste insistite attorno al Castello.

Tanti volti noti della variegata sinistra che fu e di quella più recente, ma anche tanti volti nuovi, giovani, che si mescolano agli adulti e agli anziani e si prendono la piazza.

I libri? Davvero di tutto: da "Se questo è un uomo" di primo Levi a "Gli occhiali d'oro" di Giorgio Bassani, "La fuerza de la esperanza", "Democrazia" di Gherardo Colombo, "Il Vangelo narrato ai piccoli", "La comunicazione interculturale", "Come Dante può salvarti la vita" e fino all'ironico "Sapori d'Italia". Il comune denominatore? Tutti, in qualche modo, sono messaggi rivolti proprio all'ex ministro dell'interno.

LA CONTESTAZIONE

Quando la contro-manifestazione sembra terminare, ecco che un gruppo di sardine si sposta in piazza Trento-Trieste, di fronte all'ingresso a galleria Matteotti, dove il leader leghista è ancora sul palco. Il gruppo s'infittisce e si compatta, al canto di "Bella ciao" accorre anche chi si stava disperdendo fra le bancarelle natalizie, la presenza diventa presto contestazione. Partono cori, da "cultura, cultura" a "buffone, buffone". Sopra e sotto il palco, lontano, nemmeno se ne accorgono, ma intanto da bordo listone gli strali non s'arrestano, assieme allo sventolare di libri, tutto sotto l'occhio vigile di un cordone di polizia. —

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