Le Sardine di Ferrara: «Non eravamo noi a contestare Salvini in Galleria Matteotti»
Presa di distanza del movimento ufficiale estense da chi ha urlato e cantato durante il comizio del leader della Lega: noi contro poipulismo, sovranismo e fascismo ma rispettosi della libertà di manifestare
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FERRARA. Ci sono sardine e...sardine. La contestazione inscenata da un gruppo di cittadini contro Salvini, durante il comizio di ieri a Ferrara, in Galleria Matteotti, non era un'azione organizzata dal gruppo Facebook "6000 Sardine Ferrara". Sul social è comparso ieri sera un post che invitava i lettori a fare attenzione all'origine dei video pubblicati sul web perché i filmati, «caricati dall’improbabile account @Generatore di Blast automatici - con sovraimpressa la scritta Sardine Ferrara - non sono stati diffusi né girati dal gruppo delle 6000 Sardine Ferrara».
Il messaggio contiene però anche una precisazione che si presenta come una presa di distanza o comunque fredda accoglienza riferita alla «breve contestazione che ha avuto luogo davanti al galleria in cui si teneva il comizio di Salvini» e che «non è ascrivibile al flashmob di piazza Castello». Davanti all'antico maniero degli Este si è svolto il ritrovo di un migliaio di "Sardine" che hanno sollevato i libri in aria per sostenere l'importanza della cultura. Poco più tardi un gruppo di persone si è radunato davanti alla Galleria Matteotti per cantare "Bella Ciao" e urlare «vergogna» mentre il leader della Lega parlava alla platea.
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Il gruppo ufficiale delle "sardine" estensi sottolinea che «terminata la manifestazione, un ristretto gruppo di liberi cittadini ha deciso in autonomia di recarsi al comizio di Salvini.Rivendichiamo un approccio rispettoso della libertà di tutti di manifestare e ritrovarsi in piazza senza doversi sentire colpevole del sostegno a questo o a quel gruppo politico. Le sardine sono antifasciste, contro il sovranismo e il populismo dilagante, contro l’odio e le fake news; non lanciano insulti ma si limitano a cantare, a sorridere, a riflettere e discutere e a condividere fisicamente spazi pubblici con la propria comunità».
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«Noi organizzatori - spiega Ciro Zabini, uno degli organizzatori del Flash mob in piazza Castello e uno dei portavoce della "6000 Sardine Ferrara" - abbiamo raggiunto i contestatori: gli abbiamo detto che quelle azioni avrebbero potuto essere strumentalizzate, qualcuno avrebbe potuto dire che le sardine limitavano la libertà di espressione, che è proprio uno dei nostri princìpi. Se le persone avevano bisogno di alzare libri contro Salvini... è comprensibile – sottolinea Zabini – ma l’iniziativa non è stata voluta da noi».
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