Una “bulletta” addolcirà anche i prepotenti Le vittime di bullismo produrranno la galletta
Singolare iniziativa pensata dall’azienda agricola Cerutti di Burana I titolari: «Coinvolte persone socialmente disagiate, ci teniamo molto»
il progetto
Non ci sono solo uova e riso biologici, farine, piadine e biscotti, tra i prodotti realizzati a “chilometro zero” a Burana. L’azienda agricola di Stefano Cerutti si prepara a lanciare anche un progetto, che avrà un fine sociale.
Si sta infatti pensando di lanciare a breve una “bulletta”, una galletta la cui produzione servirà ad occupare persone socialmente disagiate, forse vittime esse stesse di bullismo, e che avranno la loro occasione di dare un grande contributo ad un prodotto da forno che consentirà di allargare il “paniere” offerto da Stefano Cerutti, al timone dell’azienda di famiglia assieme alla sorella Maria. «L’idea di una particolare galletta, che probabilmente si chiamerà “bulletta”, e della partecipazione di soggetti socialmente svantaggiati al processo produttivo – spiega lo stesso Cerutti – viene portato avanti e ci auguriamo possa concludersi nel breve con un progetto definitivo, perché ci teniamo molto. Stiamo portando avanti il tutto con il sostegno dell’amministrazione comunale, che si è detta interessata ai risvolti sociali ed economici dell’iniziativa».
creatività e bontà
La “bulletta” è solo l’ultima perla di una realtà agricola, come quella di Burana, che si è espansa notevolmente dal 2011 ad oggi, creando occupazione e diversificando le proprie attività. Arrivando a proporre uova e riso biologici, farine e prodotti da forno, con risvolti importanti anche per attività ristorative e per gelaterie.
All’interno dell’azienda si chiude in pratica la filiera che va dalla coltivazione con criteri biologici alla consegna ai clienti. «Riforniamo moltissime attività, in particolare del Bolognese – dice Cerutti –, alle quali portiamo le uova fresche della mattinata, partecipando anche a numerosi mercati: da Bologna a Cento, passando per Bondeno. Non solo: riceviamo ordinazioni da regioni come la Lombardia, il Veneto, la Toscana, la Sicilia, ma anche dal Trentino. In quest’ultima un gruppo di acquisto è diventato nostro cliente affezionato».
Le iniziative portate avanti in questo lembo di territorio, diventato un’autentica fucina di idee, è talmente interessante dall’aver portato qui di recente anche le telecamere della Rai e una delegazione di studiosi proveniente da America e Olanda. La “bulletta” potrebbe essere, dunque, soltanto l’ultimo esempio di innovazione; in questo caso di natura sociale, per una realtà che ha ben chiaro un concetto: «In una larga parte dei consumatori – rivelano Stefano e Maria Cerutti – è già ben presente la consapevolezza della qualità del cibo. Per cui, anche se il costo del biologico è mediamente più alto, si preferisce guardare a gusto e salute, investendo in questa direzione». —
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