La Nuova Ferrara

Ferrara

Fusione tra Asl e Sant’Anna Sette sindaci dicono sì a Fabbri

Gi. Ca.

La proposta del sindaco e presidente della Conferenza socio-sanitaria incontra l’accordo di amministratori civici e di centrodestra 

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Il punto

Sette sindaci della provincia di Ferrara si dicono d’accordo con il sindaco Alan Fabbri (Lega) sull’opportunità di fondere le due aziende sanitarie del territorio. Il primo cittadino e presidente della Conferenza socio sanitaria territoriale, intanto, ritorna sull’ipotesi formulata domenica scorsa ribadendone l’utilità.

Alla proposta aderiscono sindaci civici e di centrodestra: Fabio Bergamini, sindaco di Bondeno, Roberto Lodi (Terre del Reno), Fabrizio Pagnoni (Copparo), Daniele Garuti (Poggio Renatico), Paolo Lupini (Voghiera), Riccardo Bizzarri (Masi Torello).

«Dopo anni di gestione doppia è evidente l’urgenza di una riforma che preveda una fusione dei vertici tra azienda ospedaliera ed Asl – spiegano – Un beneficio si rifletterebbe su ogni singolo distretto, con una maggiore libertà di gestione di tutti i servizi. Sia a livello operativo che programmatico, inoltre, deve essere avviata finalmente la stesura di un piano provinciale che azzeri le differenze che oggi esistono tra i territori e che gestisca al meglio tutte le risorse disponibili». Sulla vicenda prende posizione anche il sindaco di Cento, Fabrizio Toselli, che di recente ha dichiarato di sostenere nella campagna elettorale regionale Lucia Borgonzoni.

Toselli sposa «il buonsenso della proposta» e chiarisce: «Si tratta di un tema operativo e personalmente non ne faccio una questione politica: è un’idea corretta, non “contro” una parte piuttosto che un’altra, ma a favore della comunità», spiega. «Ritengo corretto e importante lavorare nell’ottica dell’efficientamento e della razionalizzazione della programmazione sanitaria provinciale. Rispetto a questo risulta imprescindibile la garanzia di un sistema ferrarese che mantenga e incrementi i servizi territoriali e i tre presidi ospedalieri, con un Sant’Anna davvero di secondo livello e altri due ospedali autenticamente di primo livello. È fondamentale dunque che si mantenga un equilibrio territoriale». In provincia altri 11 sindaci, quasi tutti di sinistra (Argenta, Comacchio, Portomaggiore, Mesola, Vigarano, Tresignana, Ostellato, Fiscaglia, Goro, Riva del Po, Codigoro), hanno chiesto di riconsiderare il progetto di integrazione tra le due aziende, in corso, «perché insufficiente ad affrontare le serie problematiche in cui versa il nostro sistema sanitario». Nel frattempo Fabbri torna a prendere carta e penna per rispondere a chi gli ha ricordato che la fusione di può fare solo dopo l’approvazione «di una legge nazionale o dopo l’applicazione dell’autonomia differenziata regionale».

«Propongo una direzione unica tra il Sant’Anna e l’Asl di Ferrara per risparmiare denaro pubblico e per dare una linea precisa alla sanità ferrarese – ribadisce il sindaco Fabbri – Sulla questione della dirigenza unica il Pd pone mille vincoli, ad una scelta che certo comporterà passaggi complessi, ma che va impostata e pianificata per dare un servizio migliore ai cittadini». –

Gi. Ca.

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