Le Sardine: la nostra contestazione? Solo quella al Castello
Organizzatori: protesta sotto il palco di Salvini? Autonoma «Intanto ci si prepara a raggiungere Roma in automobile»
Le Sardine intrepide che l’altra sera dopo la manifestazione in piazza Castello hanno continuato a sventolare libri raggiungendo l’oggetto della loro contestazione sotto la Galleria Matteotti, urlando all’indirizzo di Salvini e Borgonzoni dei «buffone», «vergogna» e intonando Bella Ciao, hanno deciso «in autonomia di recarsi al comizio di Salvini», precisano sui social gli organizzatori. «Le Sardine non vanno a contestare nei comizi – dice Ciro Zabini – siamo per la libera espressione e non c’era necessità di spostarsi alla fine del flash mob in piazza Castello sotto il palco di Salvini, e non l’avevamo infatti pianificato. Noi organizzatori – continua Zabini – abbiamo anche raggiunto questi contestatori: gli abbiamo detto che quelle azioni avrebbero potuto essere strumentalizzate, qualcuno avrebbe potuto dire che le sardine limitavano la libertà di espressione, che è proprio uno dei nostri principi. Se le persone avevano bisogno di alzare libri contro Salvini... è comprensibile – sottolineava Zabini – ma l’iniziativa non è stata voluta da noi». Fra le Sardine ribelli, avvistato per esempio l’ex consigliere Pd Pietro Turri: «sono libero di contestare chi gira l’Italia raccontando frottole».
La precisazione delle sardine sui social seguiva poi l’altra, quella dei video che un certo account avrebbe caricato con la scritta Sardine Ferrara, e che le autentiche sardine disconoscono. La manifestazione ufficiale in piazza Castello, e che all’ultimo ha ottenuto i permessi, ha lasciato peraltro molto soddisfatte le sardine, «soprattutto perché nonostante il pochissimo tempo a disposizione siamo riusciti a radunarci in tanti – rivendica Zabini – Mentre Salvini ha dovuto ripiegare in Galleria Matteotti... per la pioggia».
Intanto le Sardine ferraresi continuano i preparativi per la grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma sabato 14 dicembre. L’idea iniziale era quella di raggiungere la capitale con pullman elettrici, ma l’ipotesi sembra essere naufragata: «non siamo riusciti – spiega Zabini – ad organizzare il servizio con le aziende dei trasporti». Ma la destinazione sarà raggiunta, con le automobili rigorosamente piene, 5 persone per macchina, e già si registrano prenotazioni. —
Giovanna Corrieri
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