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cento: la tragedia di ibrahym 

Ragazzo morì annegato Perizia nei laghetti

Be.Ba.

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CENTO. L’indagine va avanti, ma occorre verificare con certezza lo stato dei luoghi, se ai laghetti di Gambulaga, nel luglio scorso quando morì in acqua Ibrahym Khalil Mohamed Diaby, il ragazzino 13enne centese dopo un tragico tuffo, vi fossero o meno segnali per avvisare gli utenti e se vi fosse o meno l’obbligo di esporre una precisa segnaletica. Per verificare tutto questo la pm Barbara Cavallo ha ordinato una perizia che potrà aiutarla ad individuare eventuali responsabilità o meno dal punto di vista di violazione delle norme di sicurezza per gli utenti dei laghetti. L’indagine vede come indagato per omicidio colposo il titolare della struttura, Anton Slanzi, e come già indicato nei mesi scorsi, gli inquirenti oltre a stabilire le esatte cause della morte dovranno indicare se all’interno della struttura vi siano state carenze di vigilanza. Da accertare infine la presenza o meno di segnali per indicare che dal pontile, da dove poi si lanciò il ragazzo, fosse vietato tuffarsi in acqua o meno. —

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