Coltivazione fai da te di marijuana: arrestato
I carabinieri scoprono una serra casalinga con venti piante, lampade e ventilatori. Nei guai un giovane di 22 anni
LIDO VOLANO. Aveva in casa una serra ben fornita di piante di marijuana, che una volta seccate e trasformate in dosi di stupefacente, avrebbero fruttato migliaia di euro. Una coltivazione “fai da te” che un giovane poco più che ventenne stava curando con attenzione, riuscendo a ottenere una ventina di piante rigogliose.
Il ragazzo però da tempo figurava tra le persone che i carabinieri stavano tenendo sotto osservazione, perché per una serie di elementi era ritenuto sospetto. Martedì sera dunque è scattata una specifica attività antidroga che ha visto impegnati i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Comacchio.
Il controllo
Il ragazzo era alla guida della sua auto quando è stato fermato dai militari per un controllo. La macchina era “pulita”, non c’era traccia di stupefacente ma i carabinieri avevano ragioni per ritenere necessaria anche una verifica nell’abitazione del sospettato.
A casa del giovane, un italiano di 22 anni che vive da solo a Lido Volano, i militari hanno trovato conferma dei loro sospetti. In casa il giovane aveva allestito una serra idroponica (ovvero con piante coltivate fuori suolo) attrezzata con tutto l’occorrente: termo-lampade e ventilatori ad aspirazione forzata. E il suo impegno, stando a quanto hanno trovato i carabinieri, era stato premiato.
La scoperta
Nella serra erano cresciute rigogliose venti piante di cannabis, che sono state sequestrate insieme a tutto il materiale occorrente per il funzionamento della serra artigianale. In casa non c’erano dosi pronte, né materiale per il confezionamento, e al ventenne, arrestato in flagranza, è stato contestato il reato per il reato di coltivazione di sostanza stupefacente. Dopo l’arresto, su disposizione della magistratura, il ragazzo è stato rimesso in libertà.
L’operazione dei carabinieri ha dunque permesso di scoprire una coltivazione casalinga di piante di marijuana. Al momento della scoperta, il giovane non ha spiegato la provenienza dei semi di marijuana da cui aveva ricavato le piante, che sono state sequestrate e distrutte. Anche se non è stata fatta una stima precisa della quantità di stupefacente potenzialmente ricavabile dalle venti piante, si ritiene che il successivo smercio delle dosi avrebbe potuto fruttare migliaia di euro sul mercato dello spaccio. —
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