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Morta sola nel parco Dopo nove mesi il via libera ai funerali

A.M.
Morta sola nel parco Dopo nove mesi il via libera ai funerali

Cento, i genitori della giovane informati della chiusura delle indagini I resti della donna vennero trovati a marzo dai volontari di Legambiente 

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la tragedia

Troveranno finalmente pace i poveri resti della giovane centese morta nel Sottomura di via Caldirolo a Ferrara. A distanza di quasi nove mesi dal ritrovamento, avvenuto a marzo da parte di alcuni volontari di Legambiente, si potranno celebrare i funerali della donna. I genitori, residenti a Cento, nei giorni scorsi sono stati convocati dalla procura e informati del termine degli accertamenti necessari per poter dichiarare chiuso il tristissimo caso. Il nulla osta per restituire ai familiari i resti della giovane donna è stato dunque formalizzato e si prevede che la data per le esequie possa essere fissata per la prossima settimana.

Le conferme

All’indomani del ritrovamento la giovane era stata identificata dagli indumenti, in particolare un paio di scarpe da ginnastica di colore rosa. Tutto portava a una trentenne di cui si erano perse le tracce sei mesi prima e che, sempre secondo una prima ricostruzione da parte degli inquirenti, aveva trascorso i suoi ultimi giorni del Sottomura di via Caldirolo a Ferrara, un luogo che conosceva bene, per poi morire di stenti, vinta dai problemi di salute che con cui stava lottando da tempo. Quello che era stato delineato dai primi rilievi, è stato ora formalizzato e cristallizzato dagli esiti degli accertamenti tecnici, che hanno permesso non solo di confermare al cento per cento l’identità della vittima, ma anche di escludere in via definitiva un decesso per cause violente.

Chiuso dunque il cerchio delle indagini, resta intatto il dramma di una vita finita troppo presto e di due genitori piegati dal dolore e che ora non chiedono altro di poter dare finalmente sepoltura alla loro figlia.

Il ritrovamento

Era il 23 marzo scorso quando alcuni volontari di Legambiente che stavano eseguendo una pulizia dell’area del Sottomura di via Caldirolo, trovarono alcuni resti umani: qualche povero osso scarnificato tra piccoli alberi e altri arbusti, a due passi dai vialetti di cemento in cui sfrecciano i runners e i ciclisti. Qui, tra la boscaglia, i volontari avevano trovato un deposito abusivo di rifiuti: confezioni di cibo scadute, bottiglie di vino, un plaid steso tra i rami ad asciugare, tracce di disperazione e di bivacchi improvvisati. E, poco lontano, un paio di scarpette rosa da ginnastica, i pantaloni di una tuta celeste e un tronco umano avvolto in un giubbotto. Elementi che quasi subito avevano portato a risalire alla trentenne scomparsa da casa sei mesi prima, ma solo con l’ufficialità della prova del Dna e degli altri riscontri scientifici è stato possibile chiudere il caso e consentire ai familiari di dare riposo alla loro figlia. —

A.M.

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