"Ciao Pier Paolo, la vita programmata è andata in pezzi"
Ferrara, toccante ricordo del 29enne morto per un'infezione da parte della fidanzata. Chiesa di Quacchio gremita, c'era anche il sindaco
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FERRARA. Si sono svolti questa mattina, 14 dicembre, nella chiesa parrocchiale di Quacchio i funerali di Pier Paolo Padovani, il ragazzo di 29 anni stroncato lo scorso 25 novembre all’ospedale sant’Anna di Cona da un’infezione fulminante legata ai batteri di meningococco. La chiesa era gremita, fra i presenti anche il sindaco Alan Fabbri, amico di famiglia, tanti conoscenti, e la mamma Libana, il papà Roberto, la fidanzata Annalisa, le nipoti Viola e Giulia, e gli altri famigliari. «È un momento difficile, duro e drammatico – ha detto don Luca Piccoli – ma c’è un legame profondo fra il cielo e la terra, fra Pier che già vive nel mondo di Dio e ciascuno di noi. In questo momento siamo come un grembo materno, che partorisce alla vita eterna Pier e l’ultima parola sulla sua vita, l’ultima parola sulla vita di ciascuno di noi, non è la morte ma la resurrezione. Ora Pier contempla il volto di Cristo».
«Ciao Pier, amore mio – è stato l’ultimo saluto dal pulpito di Annalisa al suo fidanzato – la vita che avevamo programmato è andata in pezzi, avevo dato per scontato che ci saresti sempre stato e io ho ancora bisogno di te. Grazie per essere stato il mio punto di riferimento». Al termine della messa, per volontà della famiglia, un corteo ha accompagnato Pier al cimitero, e accanto al libro di firme sono state raccolte le offerte a favore di un’associazione per la ricerca medica.
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