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La Brexit è già qui Export ferrarese in calo da mesi e l’import crolla

Morena Cavallini
La Brexit è già qui Export ferrarese in calo da mesi e l’import crolla

Il 15% delle industrie prevede problemi dai dazi britannici Govoni (Camera commercio): continueremo a investire 

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Esitazioni e incertezze ormai alle spalle, ora che i britannici hanno scelto con decisione la Brexit bisognerà valutare nel dettaglio gli effetti dell’uscita del Regno Unito dall’Ue. E in primo luogo, le conseguenze sulle rispettive economie dei Paesi dell’Unione e pure dei singoli territori, a partire dal Ferrarese. È chiaro che le relazioni commerciali subiranno una trasformazione profonda, al pari della circolazione dei cittadini europei e italiani in territorio britannico, dopo anni di libertà e porte spalancate agli stranieri, sia lavoratori che imprese. «È questo il momento – ragiona Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio di Ferrara, all’indomani del voto inglese – di una politica “alta”, capace di rispondere alla domanda di una Europa meno burocratica e più vicina ai cittadini. Bisogna però cogliere l’occasione di questa scelta così dirompente per rilanciare una politica europea nuova, inclusiva e partecipata. L’idea di Europa è viva, e su di essa anche le imprese ferraresi continueranno a investire».

i dati

Nel 2018 le aziende della nostra provincia hanno esportato verso il Regno Unito merci per 99 milioni di euro, che corrispondono a circa il 4% dell’export complessivo del nostro territorio; 4% è anche la percentuale dell’export di prodotti manifatturieri diretti verso l’UK. Sono 115, inoltre, le imprese locali che l’anno scorso hanno esportato nel Regno Unito, il 13% del totale delle esportatrici. Il 31, 7% di queste era costituito da prodotti chimici, il 21, 8% da macchinari e meccanica; il 12, 4% da prodotti alimentari, l’8, 1% da prodotti agricoli, il 7% da apparecchi elettrici.

Dati più recenti dello scorso settembre indicano, tuttavia, un calo delle esportazioni che, ad ora, non arrivano a 72 milioni euro, con un calo pari al 5, 4% rispetto allo stesso periodo del 2018, accompagnato da una riduzione più consistente (-21, 6%) delle importazioni (21, 6 milioni), rimaste molto inferiori al valore dell’export di imprese della nostra provincia. Brexit, quindi, ha probabilmente già lasciato il segno.

le previsioni

Indagini congiunturali curate dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara, inoltre, ad ottobre hanno indagato i possibili effetti delle politiche restrittive dei dazi e della Brexit su un campione rappresentativo di imprese. Per quanto riguarda il complesso dell’industria (manifattura e costruzioni), solo il 15% delle imprese pensa di poter aver conseguenze negative dall’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, percentuale che sale al 30% per le imprese esportatrici, al cui interno il 10% prevede anche ripercussioni più che limitate. Al confronto con la media regionale e i dati delle altre province dell’Emilia-Romagna, quella ferrarese rappresenta però la quota più elevata dopo la percentuale di Parma (12%).

Va ricordato che l’Italia peraltro rappresenta al momento attuale il quinto partner commerciale del Regno Unito, dopo Germania, Usa, Francia e Spagna. –

Morena Cavallini

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