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indagine della finanza 

Banca abusiva nel market Pacchi di banconote “giro” da 600mila euro

Banca abusiva nel market Pacchi di banconote “giro” da 600mila euro

I soldi e la contabilità erano nascosti tra gli arredi del negozio Denunciata coppia di nigeriani, usavano il sistema “Hawala”

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Una vera e propria “banca” abusiva per la raccolta dei risparmi di immigrati presenti sul territorio estense. L’hanno scoperta i finanzieri del comando di Ferrara che hanno eseguito una perquisizione in un negozio etnico di generi alimentari della città estense, utilizzato dai due gestori di nazionalità nigeriana, marito e moglie di 42 e 39 anni. Lì è stato rinvenuto e sequestrato denaro contante per 70 mila euro, in banconote di vario taglio, nascosto tra gli interni d’arredo del negozio, in buste di plastica e suddiviso per singolo “cliente risparmiatore’”.

soldi e documenti

La perquisizione, disposta dalla Procura, ha consentito di trovare oltre alla somma di denaro, anche una vera e propria contabilità della gestione dei risparmi. I due extra comunitari sono stati denunciati per abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento. Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, hanno preso avvio dall’analisi di flussi finanziari connessi all’approfondimento di numerose segnalazioni di operazioni sospette, inviate dall’Unità d’informazione finanziaria, istituita presso la Banca d’Italia, nei confronti dei due nigeriani. La coppia risiede regolarmente in Italia da molti anni e già una decina di anni fa aveva subito un controllo nel market, concluso nell’occasione con la contestazione di irregolarità di vario genere.

Le nuove investigazioni hanno permesso di rilevare consistenti movimentazioni finanziarie a favore dei gestori, con versamenti di denaro su carte di credito ricaricabili a loro intestate e successivi prelievi. Si parla di un volume di versamenti di 600mila euro in un paio d’anni, con altrettanti movimenti in uscita: a versare erano sempre cittadini dell’Africa subsahariana.

indagini sul sistema

Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire i flussi finanziari per determinarne sia la reale provenienza sia la destinazione futura. La raccolta del risparmio ed il trasferimento di fondi tra cittadini nigeriani attraverso canali paralleli rispetto a quelli ufficiali, conosciuto con il nome di Hawala, è una distorsione del sistema bancario e strumento spesso impiegato per riciclare capitali di provenienza illecita, vista l’assoluta mancanza di tracciabilità dei movimenti. È basato sull’onore dei soggetti incaricati al trasferimento fisico del denaro ed è utilizzato in Medio Oriente e Africa. I vantaggi sono economici: i profitti, infatti, derivano dalle commissioni oltre che dai tassi di cambio applicati che, ovviamente, molto spesso non sono quelli legali.

Sulla vicenda è intervenuto il senatore Alberto Balboni (FdI), che, dopo i complimenti ai finanzieri, ha ricordato la sua interpellanza sui flussi anomali di rimesse dei nigeriani, 13mila euro l’anno.«Ci sono anche proventi illeciti» è la sua convinzione. —

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