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Il decano degli scrutatori critico con Curtarello «Non accetto l’accusa di essere un disonesto»

G.C.

Ad Argenta tiene ancora banco il ricorso della Lega sulle ultime elezioni Parla il presidente di seggio Vistoli: dov’erano i rappresentanti di lista? 

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il caso

«Questa cosa del ricorso mi ha dato molto fastidio e per questo voglio leggere ciò che hanno presentato al Tar e trarre le mie conclusioni ma gettare fango gratuito sull’operato di cittadini corretti ed onesti non mi va». È un fiume in piena Alberto Vistoli, decano dei presidenti di seggio del Comune di Argenta. Da oltre trent’anni, infatti, riveste questo ruolo dopo aver imparato dai “vecchi” ed ora è lui che insegna agli altri come comportarsi quanto ci sono le elezioni.

la protesta

Come scritto dalla Nuova, il Tar ha bocciato il ricorso di Ottavio Curtarello, candidato sindaco della Lega, relativamente alle ultime amministrative. Secondo Curtarello, che ha già annunciato l’intenzione di appellarsi al Consiglio di Stato, si sono verificate irregolarità formali sia in sede di voto che di scrutinio, tali da giustificare l’annullamento della votazione, considerato che il candidato Pd, Andrea Baldini, è diventato sindaco per 35 voti in più.

«basta accuse»

Vistoli ha rivestito il ruolo di presidente di seggio prima a Longastrino, per 10 anni, poi per un’altra decina circa ad Argenta centro e negli ultimi anni è al seggio 11 di Consandolo. «Mi hanno insegnato il rispetto della legge – afferma Vistoli, noto ad Argenta anche per l’impegno nel sociale con i Lions –; poi un bel giorno ti ritrovi con delle accuse e quindi ci rimani male. Ciò che facciamo per 150 euro è un servizio e per questo che voglio leggere il ricorso e aspetterò anche il secondo pronunciamento, se effettivamente ricorreranno al Consiglio di Stato».

«siamo tranquilli»

Relativamente al seggio 11, per Curtarello c’erano due schede annullate con voto a lui e non viene dato conto della corrispondenza fra schede scrutinate e numero votanti.

Vistoli entra nel merito delle dinamiche delle votazioni e degli scrutini e precisa che «io a verbale non avevo niente e per questo mi chiedo: ma dov’erano i rappresentati di lista? Quanto e cosa hanno messo a verbale? Normalmente sono lì attaccati al collo a leggere una scheda alla volta e se c’è qualche dubbio discutiamo, ci confrontiamo e se non c’è accordo si mette a verbale. Io non credo che gli altri colleghi si siano comportati diversamente e solamente il dubbio che qualcuno possa pensare che siamo dei disonesti e getta fango sul presidente, segretario e scrutinatori, mi fa male ed ecco perché voglio leggere il ricorso. Son proprio curioso».

In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, Vistoli, tiene a precisare che «io, e credo tutti i presidenti di seggio, abbiamo la coscienza a posto e spero davvero di non leggere sul ricorso certe cose che si stanno dicendo perché poi farò anch’io le mie valutazioni. Se farò ancora il presidente? Certo – conclude -, se la Corte d’Appello lo vorrà, continuerò a esercitarlo con lo scrupolo e l’imparzialità di sempre». —

G.C.

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