Lo sgomento del figlio «L’asfalto ghiacciato è stato la causa di questa disgrazia»
Il dolore di Gianfranco Mala accorso nel luogo dov’è deceduta la madre Il presentimento della nipote: «Le ho detto: non usare la macchina»
il dolore
Gianfranco Mala, 55 anni, arriva in Via della Cembalina 109 poco dopo le 8,30. È il figlio della vittima, Giuliana Mazziga.
lo sguardo fisso
Lo sguardo fisso sulla “Panda”, che si trova ad una trentina di metri da lui. L’auto guidata da sua madre, una madre che non c’è più, una donna intelligente ed attiva che una fatalità terribile ha stroncato proprio negli anni della pensione durante i quali poteva (come stava in effetti facendo) dedicarsi maggiormente ai propri affetti. Dopo una vita non priva di dispiaceri.
«colpa del gelo»
Sulla dinamica della morte del genitore, Gianfranco pare nutrire ben pochi dubbi: «È stata la strada gelata – dice subito mentre cerchiamo di avvicinarlo – è stata la strada ghiacciata, ripete – tenendo ancora lo sguardo fisso sull’auto della madre –, la dinamica sarà accertata da chi di dovere, ma io ho pochi dubbi, evidentemente una frenata, poi l’automobile deve essere sbandata e non è stata più controllabile. Mia madre? Una persona generosa – dice commosso Gianfranco – buona, aveva una vera adorazione per la sua famiglia, non passava giorno che non si sentissero al telefono lei e i parenti. Anche oggi (ieri per chi legge, ndr) stava andando a trovare i nipoti a San Bartolomeo in Bosco. Purtroppo il destino l’ha fermata prima».
Pochi minuti e arriva anche la sorella di Giuliana, la quale appena vede l’auto si dispera e chiede «dov’è, dov’è Giuliana? Voglio vederla, l’avete già portata via? Dov’è? » .
la disperazione
Quando capisce tutto, una parente la prende sottobraccio quasi a spingerla via, benevolmente, dall’abitacolo terribile di quella macchina all’interno del quale c’è ancora la vittima. Un dolore senza confini, che non può che essere osservato in un silenzioso rispetto.
gli altri parenti
Dietro il figlio Gianfranco ci sono, abbracciati l’uno alle altre, i nipoti e le nipoti di Giuliana, quegli stessi parenti nei confronti dei quali Giuliana aveva sempre avuto mille attenzioni, mille pensieri.
quel tragico presagio
E proprio da una nipote arriva una frase che è un colpo al cuore e suona come un presentimento: «E pensare – dice la donna – che ieri sera (venerdì per chi legge, ndr) le avevo telefonato per dirle di non partire così presto perché su queste strade il pericolo è il ghiaccio e in notti fredde come le ultime, di ghiaccio se ne forma tanto. Le avevo detto, «vieni più tardi, o vieni un’altra volta. Ma niente – prosegue la giovane parente –, Giuliana non aveva voluto sentire ragione, e così si era messa in macchina per arrivare a San Bartolomeo in Bosco dove, appunto, abitiamo noi nipoti. Siamo disperati, Giuliana era una donna rara, perché rare sono le doti che lei aveva, il bene chi ci ha trasmesso. E posso dire che non sono certo parole di circostanza perché questi erano i suoi valori. Basta guardare cosa ha fatto per i suoi figli e cosa stava facendo, ricoprendoli di attenzioni, per gli altri suoi parenti, per le persone che le volevano bene». —
M.Puli.
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