«Pier, il vuoto che hai lasciato non potrà essere mai colmato»
Ieri a Quacchio i funerali di Padovani, morto a 29 anni Don Piccoli: non ci sono risposte umane di fronte al dolore
Si sono svolti ieri mattina nella chiesa parrocchiale di Quacchio i funerali di Pier Paolo Padovani, il ragazzo di 29 anni stroncato lo scorso 25 novembre all’ospedale sant’Anna di Cona da un’infezione fulminante legata ai batteri di meningococco.
La chiesa era gremita, fra i presenti anche il sindaco Alan Fabbri, amico di famiglia, tanti conoscenti, e la mamma Libana, il papà Roberto, la fidanzata Annalisa, le nipoti Viola e Giulia, e tutti gli altri famigliari e amici.
l’omelia
Un momento drammatico e difficile che porta inevitabilmente domande: «di fronte a sogni che si infrangono come quelli di Annalisa e Pier – ha detto don Luca Piccoli – viene da chiedersi quale sia il senso di tutto questo. Ma non ci sono risposte umane di fronte al mistero per il dolore di una morte come questa. In questo momento siamo come un grembo materno: quando una donna sta per partorire sa che è giunto per lei il momento del dolore ma quando partorisce sa che è venuto al mondo un uomo. Noi in questo momento partoriamo alla vita eterna Pier. L’ultima parola sulla vita di Pier – ha continuato don Piccoli – non è la morte ma la resurrezione. Pier contempla già il volto di Cristo. Certamente il distacco è come essere in una casa con tante stanze, noi siamo in una e Pier è in un’altra e non lo vediamo, ma sappiamo che è nella stessa casa. Con questa certezza e con il cuore devastato dal dolore chiediamo a Pier di accompagnarci.
gli amici
Alla fine della messa e poco prima dell’inizio del corteo, voluto dalla famiglia, che ha accompagnato Pier Paolo al cimitero, chi conosceva bene il ragazzo ha voluto ricordarlo, la fidanzata Annalisa e l’amico d’infanzia Nick.
«Pier amico mio, in queste tristi giornate mi sono venuti alla mente tantissimi ricordi e non so davvero come dare un senso a tutto ciò. Sei stato quanto di più simile a un fratello io avessi e non c’è un’esperienza che io non abbia condiviso con te. Da bambini passavamo giornate intere insieme – ha ricordato Nick – a tredici anni ci piaceva poco rispettare gli orari e allora si stava fuori fino a tarda notte anche se il giorno dopo ci aspettava una punizione, ma ciò che contava era stare insieme».
Ha poi riportato alle mente gli anni del patentino e quelli delle bocciature a scuola e dei video game: «sento ancora nelle orecchie tu che urli a tua mamma “sì Liba, finisco questa partita e arrivo”. Ti parlavo di continuo, tu c’eri sempre a rassicurarmi... e ci riuscivi. Uno dei pochi che sapeva raddrizzarmi le orecchie. La tua mancanza non smetterò mai di sentirla e il vuoto che hai lasciato io non voglio colmarlo. Ringrazio la vita per aver avuto un amico così speciale e un punto di riferimento».
la maestra
Un pensiero è arrivato, a distanza, anche da una maestra delle elementari di Pier Paolo. Rivolgendosi alla mamma del ragazzo, scriveva: «cara Libana, Pier è stato generoso con tutti, regalava allegria e la sua venuta a scuola ha portato felicità a tutti. Il nome Pier è e rimarrà solo di Pier Paolo; il nome Pier è legato solo al suo sorriso. È arrivato come un angelo e il tempo trascorso con lui è illuminato dalla luce».
Un pensiero è giunto anche da una cara amica della mamma del giovane, che ha voluto lasciare alla signora Libana le “parole di Pier”: «sarò la luce che illumina il buoi che ti circonda. Non avere paura».
Al posto dei fiori, accanto al libro di firme sono state raccolte le offerte a favore di un’associazione per la ricerca medica. —
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