Scoperta banca abusiva L’indagine si allarga per verificare altri flussi di denaro non registrati
La Guardia di Finanza alla ricerca di collegamenti con altri illeciti I commercianti denunciati in passato avevano compiuto altre illegalità
il caso
Era una banca abusiva o, andando nel dettaglio, lo sportello di una rete più grande di trasferimento illecito di denaro? È questa la domanda che si stanno ponendo gli investigatori della Guardia di Finanza di Ferrara dopo che hanno scoperto l’attività illecita di raccolta risparmi di una coppia di gestori nigeriani che all’interno del loro negozio cittadino di alimentari utilizzavano circuiti di pagamento alternativi.
L’indagine
«È in corso - dichiara il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Cosimo d’Elia - un’analisi dei flussi di denaro che venivano fatti sia con il contante, sia con ricariche a carte di credito. I clienti, ci risulta, sono esclusivamente persone con nazionalità dei paesi del centroafrica, in particolare modo nigeriani. Flussi di denaro che negli anni hanno raggiunto anche un ammontare di 600mila euro. L’indagine va avanti per trovare altri elementi di illegalità in questi traffici di denaro, alternativi ai canali bancari che operano senza le autorizzazioni rilasciate dalle autorità di vigilanza».
Sono quindi in corso ulteriori accertamenti da parte del nucleo di polizia economico finanziaria delle Fiamme Gialle di Ferrara per ricostruire i flussi finanziari al fine di determinare sia la reale provenienza sia la destinazione futura.
Tra l’altro i due commercianti che sono stati scoperti nell’effettuare questa attività finanziaria illecita hanno dei precedenti che risalgano anche a dieci anni fa, a testimonianza che sono ben radicati nel territorio e possono costituire un punto di riferimento per molti connazionali, anche quelli arrivati da poco a Ferrara, come anche alcuni richiedenti asilo.
La donna era stata segnalata in passato anche per alcune inadempienze igieniche del locale di vendita e per la presenza di una piccola quantità di stupefacenti; l’uomo invece era stato segnalato per documenti falsi. L’indagine prosegue in cerca di altri flussi non trasparenti. —
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